Sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” il gironalista Alessio Da Ronch ricostruisce gli eventi del 2001, quando Mancini era alla Fiorentina e lo insultò i vari modi, usando anche gli stessi termini di Sarri.
IL CASO – Spinto dagli eventi Alessio Da Ronch sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” ricostruisce il caso del 2001, quando arrivò a litigare con Mancini: «Per me era un fatto personale, un episodio del passato e non avevo intenzione di renderlo pubblico. Ma questa mattina (ieri, ndr) ho visto che la notizia era su vari siti, quindi lo racconto…»
TEMPI DI FIRENZE – Da Ronch parte dal fatto scatenante: «Il tema era il caso Leandro. Una mia fonte mi aveva detto che l’attaccante brasiliano dopo un colloquio con Mancini aveva fatto la valigie ed era volato in Brasile per non fare più ritorno. Un fatto poi confermato dagli eventi dei giorni successivi». Una ricostruzione che non fece piacere a Mancini, tanto che l’addetto stampa della Fiorentina avvisò Da Ronch che il tecnico voleva parlargli dopo la conferenza. «Mi aspettava alla fine della rampa e iniziò subito a inveire dicendomi che scrivevo falsità e che mi inventavo le cose. Io gli risposi che con quelle premesse era meglio non parlarsi proprio e feci per andarmene».
INSULTI – Una reazione che fece arrabbiare ancora di più Mancini: «Mi disse “dove vai? e fu lì che mi insultò in vari modi: tra gli epiteti c’era anche quello che l’altra sera Sarri ha utilizzato nei suoi confronti: frocio. Credo anche frocio di m… Ma di questo non sono sicurissimo. A quel punto io scesi di nuovo e stavamo venendo alle mani. Ci divisero alcuni colleghi, l’addetto stampa e alcuni giocatori che, sentite le urla, erano usciti dallo spogliatoio». Da Ronch aggiunge che il fatto ebbe una certa risonanza: «La vicenda divenne nota a Firenze. Molti colleghi in tutti questi anni me l’hanno spesso ricordata. Talmente nota che ieri alcuni siti l’hanno riportata a mia insaputa».
SILENZIO – Da Ronch però non disse nulla ai tempi: «Sono cose che nel nostro lavoro possono capitare, io non penso che Mancini sia omofobo e non ho mai dato peso a quell’insulto. Per me era soltanto uno dei tanti all’interno di una lite che avevamo avuto». Tutto finito, quindi. Pace fatta? «No, questo non posso dirlo, perché a distanza di 15 anni non c’è mai stato un chiarimento e questo mi ha ferito molto più degli insulti».
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