Lunga parte sull’Inter da parte di Fabrizio Biasin nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”. Il giornalista e opinionista ha analizzato a fondo il pareggio contro il Carpi di domenica e le colpe di Roberto Mancini e della squadra.
ERRORI – “Roberto Mancini ha parlato e certo non è stato dolce. Se l’è presa con i suoi, ci ha raccontato che a cinquant’anni lui probabilmente ‘l’avrebbe messa dentro’. Ci sta, il Mancio giocava da Dio. Il problema è che siamo nel 2016 e nell’Inter Mancini non gioca, allena. C’è stato un periodo, appena prima delle Feste, in cui espertoni come il sottoscritto magnificavano l’atteggiamento del tecnico, ‘capace come nessuno di ruotare tutti i componenti della rosa. Così facendo mantiene alto il livello di attenzione di tutti e porta a casa risultati e punti’. Ebbene, era una cazzata. Cioè, va bene alternare e sperimentare ma solo se il fine ultimo è trovare un’identità, dare delle certezze. Al momento l’Inter ha un’unica certezza, il suo portiere. Il resto sono esperimenti neanche troppo convinti, quelli di un allenatore che ha richiesto (e ottenuto) quintali di nuovi giocatori e ora ne vorrebbe altri perché quelli che ci sono sbagliano gol elementari. No, così non si fa. L’Inter è una buona squadra, costruita bene, capace di essere in linea con le aspettative di inizio stagione nonostante un gennaio 2016 decisamente non all’altezza. Accusare o puntare il dito contro questo o quello non è la soluzione: lo faceva Walter Mazzarri con Mateo Kovačić e per siffatto motivo il buon Walter è stato massacrato da molti di noi. Per questo ora non possiamo far finta di niente, non possiamo dire ‘Mancio, tu puoi perché sei più bello’. Il tecnico dell’Inter ha tra le mani materiale di livello, magari non di primissima fattura ma certamente sufficiente per combattere con Roma e Fiorentina. Mancini ha portato questo gruppo in cima alla classifica, ora combatte per conquistare l’obiettivo stagionale, il terzo posto. Lo deve fare proteggendo il gruppo che ha preteso e ottenuto, e forse (non ci sarebbe niente di male), incassando qualche critica legittima. Come lui dice ai suoi ‘io a cinquant’anni avrei segnato’, noi diciamo a lui ‘un tecnico più accorto domenica probabilmente avrebbe schierato una squadra più logica, meno sperimentale’”.
PAREGGIO – “Mancini ha peccato di supponenza, ha schierato esterni e punte in quantità, si è affidato a una coppia di centrali bravi solo se affiancati, ha messo Martín Montoya nel quale il primo a non credere è lui stesso, basta contare il numero di presenze dello spagnolo. Non lo ammetterà mai, ma domenica deve aver pensato: ‘Oggi chi metto metto la porto a casa, meglio pensare a Juve e derby’. Trattasi di peccato mortale per un tecnico della sua esperienza. Lui che in conferenza avrebbe dovuto dire ‘quei gol non si sbagliano, ma certo anch’io ho fatto le mie cazzate’ e invece ha preferito attaccare. Mauro Icardi, per dire: è chiaro che dal capocannoniere di Serie A si pretende di più (sprecare certe occasioni è certamente grave), ma è anche vero che per l’argentino parlano i numeri e i numeri a differenza dei critici da editoriale (arieccomi!) non sbagliano mai: ventitré anni a febbraio, trentanove gol in settantacinque presenze nell’Inter toccando la miseria di una dozzina di palloni a partita. Poco? Certo, il ragazzo si dovrebbe sbattere di più, dovrebbe venire a centrocampo a prender palla, dovrebbe dare una mano alla manovra, ma come lui potrebbe e dovrebbe fare tutte queste cose, chi lo gestisce dovrebbe dargli una mano impostando una squadra con più punti di riferimento, più certezze. Le certezze che ha avuto il piccolo Carpi di Fabrizio Castori (centomila euro di ingaggio contro i circa quattro milioni di Mancini), celebrato per la mossa Kevin Lasagna, come se la partita degli emiliani si potesse ridurre a quel gol in contropiede. Il Carpi ha pareggiato meritando di pareggiare, se avesse perso probabilmente saremmo qui a celebrare gli 1-0 del Mancio ‘che segna poco ma… Che solidità!’. Avremmo, insomma, scritto altre cazzate, perché la questione se – parliamoci chiaro – conta un fico secco. ‘Se Icardi avesse segnato…’, “Se Ljajić avesse tenuto palla…’, ‘Se mia nonna avesse le ruote sarebbe uno scooter…’. Boiate, ipotesi, fantasie”.
OBIETTIVI – “I fatti dicono che l’Inter balbetta ma in ottica terzo posto è circondata da squadre fallibili. Nella classifica degli ultimi sette turni i nerazzurri sarebbero comunque al quarto posto, segno che più che al mercato, Mancini probabilmente farebbe meglio a guardare al campo. Lo farà, perché non è fesso e sa che quest’anno la qualificazione alla Champions League è obbligo, non obiettivo. Il quarto posto sarebbe un fallimento sportivo – del club e dello stesso allenatore – dal quale si potrebbe ripartire solo vendendo e ricomprando. Ripartendo da zero, insomma. Sarebbe un peccato, perché al di là delle critiche e del momento grigio, questo è un gruppo che ha tutto per funzionare a prescindere dagli arrivi di gennaio e quelli eventuali di giugno. In fondo bisogna sempre ricordarsi da dove si arriva: un osceno ottavo posto che in pochi mesi si è trasformato in lotta per tornare in Champions League. Non era affatto scontato. E dopo un mare di parole che valgono quello che valgono, le cose concrete, il mercato. Al secondo tentativo Fredy Guarín (salvo sorprese) diventerà cinese. Guadagnerà un botto, beato lui. Con gli undici milioni (dieci più uno) incassati, i nerazzurri cercheranno di forzare la rosa della Sampdoria. Éder Citadin Martins è il primo obiettivo, Ranieri lo vorrebbe al Leicester City (offerta da tredici milioni), lui preferisce Milano. Con Andrea Ranocchia ormai blucerchiato l’affare è più che fattibile. L’ambata con Roberto Soriano è difficile, probabile solo a giugno. Con l’azzurro, sempre a giugno, potrebbe arrivare El Tanguito Éver Banega, in scadenza con il Siviglia e in trattativa avanzata con Piero Ausilio. Basterà per saziare Mancini? Chi lo può dire…”.
Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter
Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1OLdTv9
via IFTTT http://ift.tt/1V3jAGb #inter #interclubpavia #internews
