Berti: “Eder va bene, ma manca il regista. Mancini vincente” Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1UtIONX Alessandro Basta

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Nicola Berti questa sera è ospite di Inter Nos, format in onda su “Inter Channel”. La bandiera dell’Inter racconta i suoi ricordi con la maglia nerazzurra, ma esprime la sua opinione anche sui tempi attuali: ecco le parole sul possibile arrivo di Eder e Roberto Mancini

RICORDI NERAZZURRI«La soddisfazione più grande? Scudetto, Coppa Uefa con il gol in finale, Inter-Roma 2-0 in finale, gol e rigore e con il Salisburgo 1-0, gol all’andata. Al Prater gol fantastico. Sono stato l’unico interista che ha giocato la finale di Pasadena nel ’94, anche se poi abbiamo perso. Meglio sconfitto che milanista? Lo direi sempre, sempre. Dicono che ero pigro? Tutto il contrario, ero sempre il primo a correre, a tirare la carretta, magari non ero il primo ad arrivare in allenamento».

EDER E IL REGISTA«Un giocatore che mi piacerebbe vedere all’Inter? Eder va bene, con le nostre ripartenze va bene, ma mi piacerebbe un centrocampista che gestisse bene il gioco, io prenderei Pirlo o un Pirlo della situazione. Trapattoni inventò Matteoli, che era una mezz’ala, come inventore di gioco, è stato il Trap ad inventare questa nuova posizione. Fino a quel momento si mettevano gli ‘scarponi’ davanti alla difesa. Il mio rapporto con Trapattoni? L’ho avuto 3 anni, l’unico allenatore che ho avuto per più di un anno, un fratello maggiore, divertentissimo. Mancini? Lo conosco benissimo, è preparato, uno deciso, a me piace molto, un vincente».

DERBY E VITA ATTUALE«Il gol del derby del ’93 fu bellissimo, era un derby particolare, mi fecero un fallo bruttissimo e Baresi mi tirò il pallone in faccia mentre ero a terra. Mi arrabbiai e dissi ai milanisti “Adesso vi faccio gol” e segnai di testa, fu una goduria immensa, quanto ho goduto, peccato che poi Gullit pareggiò. Cosa faccio ora? Faccio il padre, faccio qualcosa in televisione, frequento gli Inter Club, partecipo alle attività con gli sponsor, gioco con Inter Forever, gioco 3 minuti a partita, mi sono spaccato le ginocchia, ora non posso più giocare, non posso rischiare. In 3 anni mi sono rotto due ginocchia e un piede, diventava sempre più pesante, poi non riesci più ad allenarti in un certo modo, inizi a prendere peso e alla fine ho smesso».

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