Inter, cosa (se) cambia con Eder? Mancini ha varie opzioni Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Vv0Mje Orazio Rotunno

eder

Giocatore molto simile al primo Palacio, anche la sua storia e crescita graduale ne ricorda il percorso: tatticamente, per sacrificio e tecnicamente, nonostante il brasiliano abbia il plus dell’abilità nei calci piazzati. perché mancini lo ah così tanto voluto.

PERCHE’ PROPRIO LUI – La richiesta di Mancini era chiara, un attaccante polivalente, Lavezzi o Eder, nessun altro. Ma perché proprio il brasiliano? Ci sarebbero tanti motivi: il primo è di natura tattica, rispetto a Jovetic e Ljajic può davvero coprire con eguale efficacia tutti i ruoli offensivi, garantendo dunque cambi di modulo anche all’interno dello stesso match. Può essere falso nueve, seconda punta, attaccante esterno o trequartista. Si sacrifica, è cresciuto molto con Sinisa lo scorso anno, ha la capacità di essere pericoloso sui calci piazzati, grossa mancanza di questa Inter. Ed è giunto ora alla piena maturità, la sua storia ricorda tantissimo quella di Palacio, simile anche nella città di provenienza, Genova. Qualcuno obietterà ricordando l’età, ma è la stessa del trença quando sbarcò a Milano, ciò nonostante giocò due stagioni da migliore in assoluto con una media di oltre 20 gol all’anno e riprendendosi al doppia cifra anche la passata stagione, dopo aver patito per i noti problemi alla caviglia nella prima parte. In più, è molto più uomo squadra e meno solista dei sopra citati, indi per cui più utile ad Icardi, dalla cui vena realizzativa dipende molto la sorte dei nerazzurri.

Eder non è un fenomeno, ma è un giocatore meravigliosamente funzionale a questa squadra. Anche perché, ammettiamolo, per fare la differenza in questa Inter, essere fenomeni, non è necessario..

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