Mancini: “Arbitri smettetela, ci vuole rispetto per l’Inter!” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1SlaYNR Andrea Turano

Mancini

Intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta della “Domenica sportiva” su Rai 2 al termine di Milan-Inter, Roberto Mancini commenta amaramente la bruciante sconfitta contro i rossoneri dell’amico Mihajlovic

EPISODI E DECISIONI – «La partita è frutto di episodi, è chiaro. Abbiamo fatto meglio nella prima mezz’ora, siamo arrivati quattro volte in area di rigore e abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio. Poi abbiamo subito il gol e siamo stati in partita fino al rigore sbagliato, poi abbiamo subito il secondo gol e la partita è finita, non c’è dubbio. E’ un momento delicato. Non siamo brillantissimi, facciamo fatica a far gol e concediamo troppo rispetto al passato. Non possiamo fare altro che rimboccarci le maniche e fare di più. Icardi fuori? Siamo undici, uno deve stare fuori purtroppo. Ha giocato Jovetic come centravanti, uno deve stare in panchina e oggi è toccato a Icardi».

ROSSO E PROTESTE – «Sull’espulsione ho protestato, penso che l’arbitro abbia fatto male dal terzo minuto, da regolamento… Già dall’azione di Eder. Poi quello è fallo da ultimo uomo. A noi ammonisco ed espellono senza problemi, agli altri no. Quello di Donnarumma non so se è rigore, ma sicuramente è punizione a due in area. L’espulsione di Alex sul rigore è da doppio giallo: sono regole, non le faccio io, esistono. E’ già ammonito, quindi è espulsione per doppio giallo. Ripeto: se è fallo, è ammonizione. Ci sono sei arbitri in campo… Ma per l’Inter ci sono regole diverse: OK che non siamo più forti degli altri, ma ci vuole un po’ di rispetto. Non mi attacco alle polemiche arbitrali, il Milan ha meritato, ma gli arbitri la devono smettere».

GESTO E POLEMICHE – «Scuse per il dito medio? L’ho fatto mentre uscivo, quelli non devono essere lì a insultare. Io sono stato espulso, un gesto può scappare. Quando uno perde è chiaro che ci sia polemica. E’ un periodo delicato, la classifica ci va bene rispetto a quello che pensavamo di fare a inizio stagione, ma nell’ultimo mese ci aspettavamo di più per quello che avevamo fatto finora. Io sono l’allenatore e sono responsabile di questo. La nostra situazione non è poi così brutta. Quando vedi arbirare così, però, ti innervosisci. Per gli altri è diverso, invece per l’Inter esiste un altro regolamento… Il gesto l’ho fatto, pazienza. Se venti persone ti insultano e ti dicono di tutto, non è normale. Non dovrebbe succedere. Io ho sbagliato, ma ora non posso fare niente».

RIPARTIRE DALLE CERTEZZE – «Potevamo fare un paio di gol nella prima mezz’ora, tipo con Eder di testa. E’ un momento così: non facciamo gol e subiamo. Ripartiamo dalle certezze che avevamo un mese fa e che abbiamo perso in questo ultimo mese: siamo una squadra giovane, ci sta. Dobbiamo lottare su ogni palla, se siamo stati primi per un girone vuole dire che qualcosa di buono abbiamo».

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