L’Inter torna finalmente alla vittoria dopo la settimana orribile che ha visto un doppio 0-3 esterno contro Juventus (Tim Cup) e Milan (Serie A): a farne le spese è il ChievoVerona, mai in partita e addirittura graziato dall’unico gol di Icardi. Finalmente tanti spunti positivi per la squadra di Mancini, che a sua volta desta qualche perplessità per le scelte fatte nel finale dal duo “guidato” in panchina
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini – oggi squalificato e sostituito in panchina dal vice, Giulio Nuciari, coadiuvato dal collaboratore tecnico Sylvinho – per affrontare il ChievoVerona:
IL MODULO – Si ritorna alla origini, con il 4-3-3, dove però la novità è nel tridente offensivo: nessuna ala, ma ben tre punte. Il centravanti è capitan Icardi, a supporto ci sono Eder e Palacio. Difesa a quattro alta per via di due terzini di spinta, mediana equilibrata con il solo Medel a fare da schermo alla difesa tra le due mezzali.
PRIMO TEMPO – Rispetto alla formazione data, già dopo il primo minuto di gioco si nota la prima particolarità del tridente offensivo: Palacio parte da destra, quindi Eder si piazza inizialmente a sinistra. L’Inter comincia subito con un buon giro palla, limitando i lanci lunghi al mancino di Telles. Dopo dieci minuti, Eder si sposta a destra e Palacio va a sinistra, poi i due si interscambiano nuovamente: l’idea è quella di non dar punti di riferimento ai terzini gialloblù. L’Inter fa la partita e va al tiro con Icardi, Eder, Kondogbia e Brozovic, ma Seculin si supera. L’Inter crea tanto, ma non trova la rete: l’assedio nerazzurro viene vanificato da imprecisione al tiro e soprattutto da un ottimo Seculin, al debutto in Serie A. Positiva la creazione del gioco soprattutto sulle fasce (ottimo Telles a sinistra, più timido Nagatomo a destra) e gli inserimenti per via centrale, manca la cattiveria giusta dopo l’ultimo passaggio così come manca l’avversario: il Chievo è assolutamente nullo. Il primo tempo termina 0-0: l’Inter avrebbe meritato già il vantaggio, ma continuando così il gol non dovrebbe essere un miraggio.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con la stessa squadra e lo stesso ritmo della prima frazione, così l’Inter trova subito la rete del vantaggio: al 3′ Icardi segna in mischia dopo un calcio d’angolo trovato e battuto dal solito Telles. Le stesse giocate vengono fatte a sinistra come a destra, dove da un cross di Nagatomo per poco non arriva il raddoppio di testa: solo traversa per Icardi. Dopo un’ora prima distrazione dell’Inter: Brozovic sbaglia scelta e tocco, costringendo Miranda a beccarsi un giallo inutile. Diffidato, salterà la sfida contro l’Hellas Verona. Con il passare del tempo Nagatomo diventa l’uomo in più dell’Inter: difende, sale, attacca e rientra, mandando anche Icardi in porta alla ricerca del 2-0. Da segnalare una pazzesca azione di Eder partito dalla sinistra e fermato in maniera irregolare al limite dell’aria: l’italo-brasiliano fa capire perché Mancini l’ha voluto fortemente. Sulla punizione, Brozovic sfiora l’incrocio. Al 77′ primo cambio per l’Inter: fuori Palacio, dentro Juan Jesus. Cambia anche il modulo: 3-5-2 con il brasiliano terzo di sinistra in difesa, così i terzini avanzano sulla linea mediana. All’83’ secondo cambio: fuori Eder, dentro Ljajic. Non cambia nulla a livello tattico. L’Inter va alla ricerca del gol che chiuda la partita, ma il Chievo si risveglia nel finale sognando la beffa del pareggio. All’89’ terzo e ultimo cambio: fuori Brozovic, dentro Melo. Inter sulla difensiva (come da immagine sotto allegata, ndr) e, dopo qualche sofferenza di troppo, l’obiettivo è raggiunto. La partita termina 1-0: risultato stretto per l’Inter, che avrebbe meritato un parziale molto più largo, ma tre punti fondamentali.
IL PROTAGONISTA – L’Inter finalmente si è resa protagonista di una bellissima prestazione, fatta di gioco, intensità, manovra e soprattutto una molteplicità di tiri verso lo specchio avversario… ma è arrivato un solo gol. Facile parlare di Icardi – autore di una prova magistrale -, ma oltre al capitano nerazzurro, va segnalato anche un altro giocatore altrettanto decisivo: Alex Telles. Il terzino sinistro brasiliano – insieme a Nagatomo – è stata la spina nel fianco della difesa clivense, ma soprattutto è stata l’arma in più dell’Inter finalmente offensiva vista a San Siro: difesa, cross, attacco, cross, calci d’angolo, cross e ancora cross. Con i cross di Telles è molto più facile arrivare al gol, questa variante tattica non è assolutamente da sottovalutare: Mancini, vogliamo rendere il buon Alex titolare fisso sulla corsia sinistra?
IL COMMENTO – Questa volta, pur non sedendo in panchina, Mancini è riuscito a fare il bello e il cattivo tempo: notizia positiva, dopo il doppio cattivo tempo delle ultime uscite; notizia negativa, perché l’obiettivo da raggiungere dovrebbe essere il doppio bel tempo. Il solito Mancini, si direbbe: un po’ Dottor Jekyll, un po’ Mr. Hyde. Da una parte c’è l’ottimo Mancini, che prepara la partita: 4-3-3 iniziale, gioco sulle fasce, densità in mezzo al campo e tridente pesante, ma sensato. Dall’altra parte c’è il pessimo Mancini (il duo Nuciari-Sylvinho ha solo eseguito gli ordini dall’alto, ndr), che gestisce la partita: 3-5-2 finale, Juan Jesus a far densità dietro, poi Melo buttato nella mischia per dare un po’ di fiato in mezzo al campo, Ljajic senza né arte né parte. Una regola non scritta del calcio è che, se la squadra sta giocando bene e regge in difesa, proprio la difesa non va cambiata: né in mezzo né sulle fasce, ma neanche aggiungendo o sottraendo un elemento. A prescindere dalla qualità dell’innesto. Per il resto, da Inter-Chievo Mancini può solo analizzare spunti positivi che riguardano la difesa (4/5 inamovibili, semmai ballottaggio eterno tra Nagatomo, Santon e D’Ambrosio) e il centrocampo (con questi elementi, a tre molto meglio che in due, ne giova soprattutto Medel, che torna a essere prezioso con una copertura maggiore), meno per quanto riguarda l’attacco: la panchina formata da Perisic, Ljajic e Jovetic non può rimanere tale, quindi pur avendo avuto buone risposte dal tridente odierno, qualcosa dovrà comunque inventarsi. Adesso, però, interessano solo i tre punti.
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