Le somiglianze ci sono, a carattere tecnico e tattico: una punta, sebbene diversa come Milito, ma centrale come Icardi. Due laterali che lavorano di squadra e per la punta. E guai a chi li tocca..
TRI…DENTE – La partita di ieri ha dimostrato chiaramente come le scelte di Mancini seguano una precisa direzione: equilibrio di squadra e lavoro per il gruppo, niente più solisti e gente che gioca per la gloria personale. Ecco perché l’unico a poter impensierire al momento quei due davanti, tolto Icardi inamovibile, è Perisic: il serio rischio che per Ljajic ma soprattutto Jovetic le possibilità di vedere il campo si riducano al lumicino, sono piuttosto alte. Palacio a 34 anni diventa nuovamente indispensabile, soprattutto in un tridente: corsa, sacrificio, lavoro per la squadra e soprattutto per Icardi. Il suo alter-ego, Eder, è quanto di più simile ci sia al trença, con 4 anni in meno ed un piede ancor più educato. Gli uomini ideali per palleggiare Icardi e sostenere la squadra dandole equilibrio, nonostante le tre punte.
Esattamente ciò che accadeva con Pandev ed Eto’o, con l’aggiunta in quell’Inter di Sneijder: ciò era però possibile con il massacrante lavoro degli esterni, stesso impegno che Mancini può evidentemente chiedere a Palacio ed Eder, in parte Perisic e Biabiany. Da questo stile di gioco sembrano però tagliati fuori i due slavi.
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