Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” il direttore di Milan Channel Mauro Suma ha paragonato il derby di domenica scorsa a Inter-Liverpool, match di ritorno degli ottavi di Champions League 2007-2008 al termine del quale Roberto Mancini annunciò che a fine stagione avrebbe lasciato i nerazzurri. Non vedendo però possibile un Mourinho-bis il nome proposto è quello di Diego Pablo Simeone.
REPLICA – “Milan-Inter del gennaio 2016 come Inter-Liverpool del marzo 2008. Il rischio c’è, tutto pieno e tutto aperto. Mesi, anni, di aplomb britannico non potevano aver cambiato una personalità e un carattere. La brocca è la brocca. Ed è sempre lì, in bilico, soprattutto nel regno della pressione, ovvero l’arena mediatica del calcio italiano. Il paragone fra le due partite e i due momenti, almeno a livello psicologico, ci sta tutto. Il Roberto Mancini del pre, del durante e del post derby è molto ma molto simile a quello che era esondato dopo lo 0-1 firmato Fernando Torres in quella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Quella sera, per quello sfogo, il presidente Massimo Moratti aveva deciso: per adesso andiamo avanti, ma in estate nel riparliamo. E arrivò José Mourinho. I due-tre mesi di Mancini dopo quell’Inter-Liverpool erano stati opachi e difficili, con uno scudetto prima stravinto, poi rimesso in discussione e poi vinto solo nel secondo tempo di Parma con la doppietta di Zlatan Ibrahimović. Se allo zig-zag psicologico dei giorni del derby dovessero seguire mesi analoghi a quelli del 2008, anche il presidente Erick Thohir potrebbe ritrovarsi nella condizione di fare la stessa analisi di otto anni fa. Quindi Mourinho? No, il calcio è andato avanti e Thohir ha speso già tantissimo. E non può apparecchiare la tavola per le richieste di mercato da ristorante, nella scala Conte, da 1000 euro, a uso e consumo del grande portoghese. In realtà c’è un allenatore che appagherebbe la visione internazionale del presidente nerazzurro, un tecnico tutto anema e core che fa grandi cose senza spendere grosse cifre sul mercato, capace di costruire armate rivoluzionarie con le motivazioni più che con i milioni di euro. Si chiama Diego Pablo Simeone…”.
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