A circa venti minuti dall’inizio di Hellas Verona-Inter, l’attenzione di tifosi e critica si focalizza sull’undici messo in campo da Mancini, che stavolta non fa storcere il naso né per modulo né per interpreti. Troppo presto per dire che si tratta della scelta giusta? In effetti una variante c’è
NOVE UNDICESIMI CONFERMATI – Formazione sempre diversa? Roberto Mancini smentisce tutti e conferma quella di Inter-ChievoVerona, almeno per nove undicesimi. Un cambio era obbligato, vista la squalifica di Joao Miranda, l’altro è stato fatto in ottica Inter-Fiorentina, dal momento che tra i tanti diffidati in mezzo al campo, Gary Medel è quello più prezioso per gli equilibri della squadra. Al loro posto sono stati scelti Juan Jesus (unico centrale di riserva presente in rosa, l’alternativa è Razvan Popa della Primavera o l’adattabile Danilo D’Ambrosio) e Felipe Melo, quest’ultimo preferito al giovane Assane Gnoukouri, per il resto non si poteva inventare altro per carenza di giocatori in rosa.
VERONA ESAME DI MATURITA’ – Mancini risponde così alla critica che lo vede sempre cambiare formazione: dopo l’eccellente prova del “Giuseppe Meazza” contro il Chievo, giusto confermare il blocco contro i cugini dell’Hellas. Meritatissima la conferma di Rodrigo Palacio in avanti, che terminerà probabilmente oggi il suo tour de force e contro la Fiorentina lascerà spazio a uno degli “slavi epurati”. Giustissimo, infine, ripartire dagli stessi terzini e dalle stesse mezzali, perché il 4-3-3 ha senso solo se fatto con Alex Telles, Geoffrey Kondogbia e Marcelo Brozovic, che completano il quartetto con Yuto Nagatomo, vera sorpresa di Inter-Chievo. Per l’Inter guidata da capitan Mauro Icardi quella di oggi sarà un esame di maturità: servono conferme, certezze. E Mancini lo sa.
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