Javier Zanetti, ex capitano e oggi vice presidente dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista al periodico francese So Foot. L’ex Tractor nerazzurro ha parlato del club interista e dell’Argentina, con vari riferimenti a Marcelo Bielsa, José Mourinho, Lionel Messi e Ronaldo
ARGENTINA – Il vice presidente dell’Inter, Javier Zanetti, con la maglia della nazionale Albiceleste non ha purtroppo ottenuto gli stessi successi raccolti con i nerazzurri:
«Con l’Argentina siamo stati sempre molto vicini alla vittoria e, per un motivo o per un altro, non siamo riusciti a vincere. Non dimenticherò mai la finale della Coppa America del 2004: una competizione che avevamo dominato. Abbiamo giocato meglio del Brasile, ma, a 10 secondi dal fischio finale, Adriano ha pareggiato per il Brasile e poi abbiamo perso ai rigori. A volte succede, ma la cosa importante è fare sempre del tuo meglio e rispettare la maglia della selezione che si rappresenta.»
BIELSA E MOURINHO – Zanetti è poi passato a esaminare un tecnico da lui molto stimato, Marcelo Bielsa, paragonato a José Mourinho:
«Marcelo Bielsa ha portato molto al calcio argentino, ma purtroppo ciò che si ricorda sono sempre i successi. Non ho mai giudicato il lavoro di qualcunoin base alla vittoria o alla sconfitta e penso che Bielsa abbia fatto un lavoro incredibile con la nazionale argentina. Tutti lo hanno riconosciuto dopo che ha lasciato la squadra, per guidare il Cile, un team che, con lui, è cresciuto molto. La grande abilità di Bielsa, è quello di ottenere il 100% dalle possibilità di ognuno: non tutti gli allenatori sono in grado di farlo. La frase “E’ impossibile” non piace Bielsa: è trasparente, competente, è uno che dà tutta la sua vita al calcio e, soprattutto, è molto rispettoso.
E’ stato il mio miglior tecnico a livello tattico? Preparava perfettamente le partite, sapeva tutto sugli avversari. Ma anche Mourinho è sempre stato molto preparato e competente da questo punto di vista. Mourinho ha vinto molti più titoli? Sì, ma dipende anche da come si guarda il calcio. Il successo e il fallimento fanno parte di uno sport come il calcio, dove alla fine c’è solo un vincitore.»
MESSI – Il discorso è poi scivolato su Lionel Messi, il fuoriclasse argentino del Barcellona da sempre amico di Zanetti:
«I paragoni con Maradona? Io francamente non capisco … Cos’altro deve fare Messi per dimostrare il suo amore per la maglia dell’Argentina? In primo luogo, non si deve confrontare con Maradona, perché sono due giocatori diversi di due epoche diverse. Credo che ciò che Diego abbia fatto sia stato unico e che ciò che Messi sta facendo ora sia unico. Ma cosa possiamo dire a Messi? Parliamo di un giocatore che ha vinto cinque palloni d’oro, quattro Champions League e ha segnato 97 gol in un anno. Non è obbligato a vincere un titolo mondiale per confermare il suo talento. A volte ci dimentichiamo quello che ha fatto nel mondo. Messi è un ambasciatore dell’Argentina.»
RONALDO – In conclusione, un ricordo di un altro Fenomeno con cui Zanetti giocò, in maglia interista:
«Nel mio libro ho scritto che Ronaldo era l’attaccante più difficile da marcare in allenamento. Più di Messi? Dico Ronaldo, perché lo dovevo marcare tutti i giorni, ma ovviamente anche Messi è molto difficile da marcare. Ronaldo il miglior 9 della storia del calcio? Credo di sì. Il primo anno all’Inter (1997-98) Ronaldo è stato incredibile. Si è subito adattato al calcio italiano, che a quel tempo era il più difficile del mondo. Aveva una tecnica e una potenza impressionanti. Abbiamo avuto un rapporto molto buono, continuiamo a parlare di tanto in tanto e qualche volta ci vediamo a qualche evento internazionale. Le due lesioni che ha avuto sono state un vero peccato per tutto il calcio.»
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