Eder:”Conta la squadra, non i gol. Icardi può ancora migliorare” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Q6swNo Giulio Di Cienzo

Eder-Icardi

Seconda parte dell’intervista a Eder sulla “Gazzetta dello Sport”. L’attaccante parla del percorso fatto in Italia e dei sogni futuri, di Icardi, di Thohir e del lavoro che vuole fare per la squadra.

LA SQUADRA PER PRIMA COSA – Nella sua intervista alla “Gazzetta dello Sport” Eder parla della sua idea di gioco, che mette la squadra davanti al gol: «Le racconto due cose, tanto per dire che del gol non mi voglio preoccupare più di tanto. La prima: a un gol che magari finisce per portarti a niente preferisco una grande prestazione. Sono così da sempre, e i risultati di squadra poi sono puntualmente arrivati. Prenda l’esempio di Callejon al Napoli: per un po’ non ha fatto gol ma ha lavorato tanto e corso senza soste per il bene della squadra. Poi, palla a quel gigante di Higuain e gol, e Napoli in alto. Insomma: se faccio come Callejon e Icardi segna 30 gol, beh, ci sto».

ICARDI TALENTO VERO – Su Icardi, compagno anche ai tempi della Samp, Eder dice: «Lo trovo uguale. Forte come ora dentro l’area. A quel tempo, quando salì dalla Primavera, era impressionante: pochi come lui sanno dare tanto dentro l’area. Pochissimi. In cosa è migliorato? Nel dialogare con la squadra, esce per fare sponda, aiuta. Dove può migliorare? Uno come lui deve fare tre gol a partita con i mezzi in possesso: e i 23 anni li farà fra qualche giorno».

LA CHAMPIONS UN SOGNO – Eder parla della Champions come un obiettivo, per se e per l’Inter: «Io la Champions la vedo come il coronamento di un sogno pazzesco: arrivare dal Brasile in Italia, raggiungere la Nazionale, poi l’Inter e quindi il top dei tornei per club, beh, sarebbe veramente il massimo assoluto. Bisogna credere nella Champions perché lavoriamo bene e in un gruppo che mi ha accolto alla grande da subito, per le tante partite che ancora mancano e perché abbiamo Mancini: è un tecnico molto ottimista, vede sempre le cose in maniera positiva».

THOHIR PRESENTE – Eder si sofferma sulle differenze tra un presidente presente in Italia come Ferrero e uno all’estero come Thohir: «Non cambia. E poi pensi che Thohir l’ho già sentito tre volte: nei giorni in cui eravamo in trattativa mi ha chiamato, spronato, chiesto di dare il massimo e che era contento della mia scelta interista. Una persona sempre positiva».

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