Hernan Crespo ha parlato dell’Inter nel corso di una lunga intervista concessa al “Guerin Sportivo” nella quale l’attuale tecnico del Modena si è soffermato sul suo rapporto con José Mourinho e sui motivi che lo portarono a lasciare i nerazzurri prima del 2003 e poi nel 2009.
MOURINHO ESEMPIO – «José è un grande allenatore: puoi essere d’accordo con lui oppure no, ma spesso si è dimostrato più avanti degli altri. È stata criticata la sua metodologia di lavoro, ma oggi a Coverciano si insegnano i sistemi di Mourinho. Chiaro che nessuno è depositario della verità, noi in Italia portiamo sempre le cose all’estremo».
L’ADDIO ALL’INTER – «Un addio fisiologico. Mi (Mourinho ndr.) conosceva bene, ero stato con lui al Chelsea, ma ero a fine contratto e avanti negli anni. Era giusto rinnovare. Non mi era stato facile, invece, digerire l’addio del 2003. L’Inter aveva bisogno di fare cassa, Vieri non si poteva cedere, io ero l’unico ad avere mercato. Pensavo di restare, ma Cúper ha detto che bastavano Ventola e Kallon…».
SOLDI ESTERI – «Siamo stati i primi al mondo quando c’erano imprenditori italiani. Ora ci sono difficoltà nella nostra economia, il Paese ne ha risentito. È normale che servano capitali esteri. Pallotta è un tipo serio, Thohir ci sta lavorando sopra, Saputo è un bel personaggio, vedremo mister Bee con Berlusconi».
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