Per molti la mancanza dell’Inter per fare il salto di qualità è la carenza di tecnica a centrocampo. Ma non è solo il problema tecnico ad aver aperto una crisi nerazzurra: ciò che serve al momento è ritrovare quella voglia di vincere e quell’atteggiamento che avevano portato – superando le più rosee aspettative di tutti – l’Inter a conquistare il primo posto
DOV’È LA VOGLIA DI VINCERE? – È vero, non si può negare che ci sia un problema tecnico nella squadra per quanto riguarda il centrocampo. E’ innegabile come affermare che il sole sorge a est e tramonta a ovest. Ma sono tutti qui i problemi? No di certo, considerando che – salvo la cessione di Fredy Guarin – si tratta dello stesso centrocampo della prima parte di stagione, quando la squadra viaggiava in vetta alla classifica, oltre le più rosee aspettative di tifosi e addetti ai lavori. Nel calcio, si sa, non conta solo la tecnica. Una buona parte del lavoro lo fanno infatti la testa, l’atteggiamento e il carattere. Se non fosse così non si spiegherebbe infatti come numerosi calciatori – facenti parte soprattutto della categoria dei mediani, per intenderci – siano riusciti a calcare i più prestigiosi campi da gioco indossando maglie dal grandissimo blasone. Ed eccola, quindi, la differenza principale tra l’Inter del girone di andata e quella del girone di ritorno: una squadra che ha perso ciò che la spingeva verso grandi traguardi e che aveva illuso per lungo tempo tutta la tifoseria nerazzurra: la forza del gruppo. Un gruppo unito come abbiamo visto a più riprese tra i vari “#EpicBrozo“, selfie negli spogliatoi dopo ogni vittoria e i volti sorridenti sia nelle foto degli allenamenti che alle varie cene di squadra come quella di Natale. E proprio quando l’atteggiamento, la voglia di arrivare sempre su ogni pallone prima di avversari, la concentrazione e la capacità di soffrire vengono meno, i limiti tecnici emergono sempre di più.
MANCANZA DI SENATORI – E a mancare, oltre all’atteggiamento, è anche una figura “leader“, una figura che sappia non solo prendere in mano la squadra in campo, ma anche e soprattutto nello spogliatoio. Lontani sono i tempi ad esempio dei vari Marco Materazzi, che subito alzavano la voce nello spogliatoio quando qualcosa non andava. La figura più vicina a un “senatore” presente attualmente nell’Inter è Rodrigo Palacio, che contro il Verona ha dimostrato di sapersi prendere sulle spalle la squadra e trascinarla dando anima e cuore verso un pareggio che, per come si era messa la partita, sembrava insperato. Per quanto riguarda il futuro, invece, tale ruolo potrebbe essere coperto da un giocatore che sta dimostrando di tenere alla maglia nerazzurra, sebbene sia soggetto di critiche fin troppo gratuite e ingiustificate: Mauro Icardi. Il fatto di affidargli la fascia di capitano è un passo importante in tal senso, così come le sue parole sui social – sono nella memoria di tutti quelle di Massimo Moratti condivise su Twitter dall’argentino dopo la sconfitta nel derby – e le dichiarazioni di voler restare all’Inter anche dopo il 2019, anno di scadenza del suo contratto. Certo, l’età lo penalizza, ancora troppo giovane per poter alzare la voce nello spogliatoio quando, come in questo periodo, le cose non vanno.
IL RUOLO DI STANKOVIC – E allora quale potrebbe essere la soluzione? Forse potrebbe già essere in casa: quel Dejan Stankovic, leggenda del club nerazzurro, che è tornato all’Inter dopo l’esperienza all’Udinese come vice di Andrea Stramaccioni. Non potrà dare una mano in campo, ma nello spogliatoio – in quanto First Team Club Manager – senza alcun dubbio sì. Proprio lui potrebbe essere l’uomo giusto in un momento come questo, quando non tutti sembrano dare il 100% in campo. Da non sottovalutare anche l’aspetto di mediazione con gli slavi: che Stankovic riesca finalmente a far capire cosa voglia dire giocare nell’Inter ai vari Stevan Jovetic, Adem Ljajic e Marcelo Brozovic? Questa è sicuramente la speranza dei tifosi nerazzurri per uscire da un momento difficile. Perché non tutto è perduto, il terzo posto è a solo una lunghezza e lo scontro con la Fiorentina potrebbe essere la svolta della stagione. Atteggiamento e voglia permettendo, adesso serve solo una vittoria: ma dov’è finita la voglia di vincere, Inter?
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