Inter del futuro: Mattia Bonetto, capitano coraggioso Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1o6KpyO Enrica Panzeri

Bonetto

Le giovanili dell’Inter sono da anni motivo di vanto per la società. Per dimostrare l’eccellenza del settore basti ricordare i trofei vinti, gli attestati di stima ricevuti a livello italiano ed europeo, ma, soprattutto, i tanti giocatori che, partendo dal vivaio interista, sono riusciti a spiccare il grande salto nel calcio professionistico. Fra i nerazzurri ci sono oggi altri talenti, poco noti alla maggioranza, pronti a raccogliere il testimone: iniziamo a conoscerli

ILLUSTRE PRECENDENTE – Quando, nell’aprile del 2014, l’Inter annunciò l’ingaggio di un giovanissimo talento dal Montebelluna, per molti tifosi fu automatico ricordare un altro montebellunese legato in passato ai nerazzurri. Aldo Serena, ex attaccante di Milan, Torino, Juventus e della Nazionale, esordì in Serie A proprio con l’Inter, appena diciottenne e nell’Inter tornò, dopo varie peregrinazioni, a fine anni ‘80: in tempo per vincere lo scudetto dei record con Trapattoni allenatore.
Con l’ex centravanti, Mattia Bonetto, per ora, condivide soltanto la provenienza e la militanza in maglia nerazzurra, ma per il promettente centrocampista il futuro è ancora tutto da scrivere.

SERIE D – Classe 1997, Bonetto mosse i primi passi con la Juve Contea, per passare poi al Montebelluna, nel cui settore giovanile conquistò un titolo nazionale con i Giovanissimi, nella stagione 2010/2011 e uno con gli Allievi due anni dopo. L’esordio in Prima Squadra non tardò ad arrivare e, appena diciassettenne, il centrocampista accumulò una ventina di presenze in serie D. Le sue prestazioni accesero l’interesse di varie società, ma fu l’Inter, nell’aprile del 2014, ad assicurarsi il suo cartellino per una cifra vicina ai 30.000 euro. La prima stagione, molto positiva, con la Berretti, rappresentò una conferma delle sue doti e nell’estate scorsa fu automatico il passaggio in Primavera.

CORSA E CARATTERE – Nella mediana di Stefano Vecchi, Mattia Bonetto è oggi un titolare quasi inamovibile, nonché capitano, grazie al suo contributo instancabile di corsa e contrasti. La sua dote più spiccata sembra infatti essere il carattere, forgiatosi anche grazie alla precedente esperienza nel calcio professionistico. Il giovanissimo centrocampista mostra infatti un carisma che, associato a doti tecniche di buon livello, lo rendono un mediano “Moderno”, capace di recuperare il pallone e far ripartire l’azione, ribaltando velocemente il fronte offensivo. Forse il miglior ritratto di Bonetto è però racchiuso nei minuti finali di Inter – Lazio, semifinale di Coppa Italia. Le due compagini, ferme sul 2 a 2 ed entrambe in 10 per l’espulsione di Pinamonti e Germoni, si fronteggiano giocandosi le ultime speranze di qualificazione. I nerazzurri, forti dell’1 a 0 dell’andata, oppongono una strenua resistenza ai biancocelesti, protesi in avanti alla ricerca di una rete che schiuderebbe loro la porta della finale. Una palla vagante dalle retrovie interiste giunge a Bonetto, defilato sulla fascia, il quale, pur avendo oltre 90 minuti di corsa nelle gambe, tenta uno scatto. A quel punto però, senza fermarsi, alza la testa e, accorgendosi che il portiere avversario è fuori dalla propria area, decide di scagliare il pallone verso la porta dei blucelesti. Il pallone disegna un semicerchio quasi perfetto che, per pochi centimetri, non termina la sua parabola in rete, fra lo stupore degli spettatori. Questo è Mattia Bonetto, il mediano senza paura, capace di sorprendere con colpi di classe inaspettati.

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