Non può mancare anche una valutazione tra passato e presente all’Inter per Yuto Nagatomo. Il terzino parla del rapporto con i compagni, anche di grandi campioni come Zanetti, Materazzi e Sneijder. Ecco le sue parole anche sugli esordi all’Inter e il calcio in Oriente
PASSATO E PRESENTE ALL’INTER – «Momento più bello? Per me quest’anno è il migliore. Mi trovo bene con i compagni e con il mister, è veramente un bel gruppo. Compagno con cui ho legato di più? Sneijder, Materazzi, Zanetti, ma anche Cassano, sono tanti, tantissimi. Calcio in Oriente? E’ positivo. Anche in Giappone seguono l’Inter, il Milan, quindi guardano tutte le partite. Questo è molto importante per crescere».
SOGNO INTER – «Ho sempre sognato di giocare in Europa, all’Inter. Da piccolo guardavo Ronaldo. Esordio? Ero sicuramente emozionato, l’Inter è una grandissima squadra. Sono entrato nello spogliatoio e c’erano Eto’o, Sneijder, Milito. Erano tutti grandissimi giocatori, quindi ero emozionato. Anche adesso, però, quando metto la maglia dell’Inter, resta una grande emozione. Numero? Prima ho avuto il 5, ma all’Inter era di Stankovic e ho preso il 55. Poi l’ho tenuto, mi piace».
CHAMPIONS LEAGUE E TERZO POSTO – «Altri sport? Nessuno. Per me c’è solo il calcio. In Giappone è famoso anche il baseball, ma non lo seguo molto. Calo della squadra? Non lo so. Vorrei chiederlo a Dio. Stiamo lavorando bene, ma i risultati sono così così. Non c’è un solo motivo, ma dobbiamo credere al terzo posto: dobbiamo giocare in Champions League. E’ una competizione bellissima, anche solo per la musica prima della partita. A me piace anche l’inno della Serie A, ma la canzone della Champions League è più popolare».
CURIOSITA’ – «Quando sono arrivato a Cesena non capivo niente in italiano. Non capivo niente, poi sono andato via dopo 15 partite ed è arrivata l’Inter. Poi ho avuto grandi maestri all’Inter come Materazzi, Sneijder e Cassano. Avversario più forte? Pato. Quando giocavo al Cesena, ho sfidato il Milan ed ero in vera difficoltà contro lui. Devo ancora migliorare tanto in fase difensiva e offensiva. L’importante è la testa: bisogna concentrarsi fino alla fine. Sto lavorando anche sull’uno contro uno: magari sbaglio, ma l’importante è provare e continuare a spingere».
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