Marco Materazzi, grande bandiera nerazzurra, questa sera è ospite negli studi di “Inter Channel” in occasione di Inter Legends. L’ex difensore ripercorre la sua storia con la maglia della Beneamata, ma anche le prime tappe della sua carriera. Di seguito le sue parole
LE PRIME ESPERIENZE – «Ho fatto la mia strada: non rinnego la mia esperienza nella categorie inferiori. Quando sei lì o bevi o affoghi. Tutto è utile, quando si inizia c’è sempre da imparare. I miei allenatori mi hanno accudito come un figlio, non ho avuto un’infanzia stupenda a livello familiare, ma poi bisogna crescere e io l’ho fatto nel migliore dei modi».
PERUGIA E ESORDIO CONTRO L’INTER – «All’esordio in Serie A, contro l’Inter, non dormii una settimana. C’era Zamorano, lui era un guerriero, gli davo qualche colpo e poi chiedevo scusa. Il mio obiettivo a Perugia era di superare il record dei gol in Serie A per un difensore. Facchetti, il detentore, mi disse “Non mi superare” e invece poi segnai anche al ritorno contro l’Inter».
IL 5 MAGGIO – «Nel 2002 avevamo quattro fenomeni in attacco: Vieri e Ronaldo, ma anche Ventola e Kallon. Avremmo sicuramente meritato quel titolo, ma perdemmo l’ultima partita. Fummo coglioni noi l’ultima partita, ma se rivedo Chievo-Inter mi vien da ridere per l’arbitraggio, fu uno scandalo. Son comunque eventi passati, è inutile star qui ad elencare tutti questi episodi».
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