Dopo il vantaggio iniziale, l’Inter si fa rimontare nel finale dalla Fiorentina e perde contatto con il sogno Champions League, adesso distante cinque punti: si pagano gli errori altrui, ma anche una gestione della partita da parte dell’arbitro Mazzoleni, che ricorda esattamente quella degli anni passati. Dopo Rocchi-Milan e Tagliavento-Sampdoria, ecco Mazzoleni-Fiorentina
SCONFITTA PESANTE, MAZZOLENI SHOW – Se pensare che gli errori arbitrali abbiano deciso Fiorentina-Inter, si è sui binari sbagliati: l’Inter paga errori individuali e di squadra, che vedono protagonisti negativi in Roberto Mancini e (molti de)i suoi giocatori. Ma dire che l’arbitro Paolo Mazzoleni è stato il protagonista – ovviamente negativo – di Fiorentina-Inter è sacrosanto. Partita gestita male dal primo all’ultimo minuto, riuscendo nel record di sbagliare anche dopo il triplice fischio finale. L’arbitro bergamasco non ha mai in pugno la partita, anzi, già dai primi minuti si nota in maniera abbastanza chiara che gli sfugge di mano in maniera quasi dilettantesca. Gestione pessima a livello globale: fischi, punizioni, cartellini, decisioni. Manca proprio il concetto di base dell’essere arbitro, ovvero un atleta super partes che deve far rispettare le regole, magari anche discutendo con i ventidue giocatori in campo. Mazzoleni questo non lo fa: appare fin da subito come un nemico, che non ascolta ed è “bravo” solo nel far rispettare – quasi con arroganza – il proprio ruolo “superiore”, la sua casacca diversa da quella degli altri atleti in campo. Mazzoleni, dunque, sbaglia tutto soprattutto nei confronti dell’Inter, ma anche la Fiorentina (che recrimina per un rigore) può valutare oggettivamente quanto (male ha) fatto l’arbitro bergamasco. Parlare di compensazione nell’occasione del rigore non dato e della prima espulsione inventata, poi, fa capire che Mazzoleni ha perso in partenza, perché nel finale accade di tutto. Ma andiamo per gradi.
ERRORI SU ERRORI, BOCCIATURA NETTA – L’accusa storica in questi casi è la seguente: due pesi, due misure. Nei primi minuti fallo tattico della Fiorentina: nessun cartellino. Subito dopo tocca all’Inter: ammonito Alex Telles (diffidato). Nell’occasione si lamenta Gary Medel (diffidato): ammonito. Non è finita qui: primo intervento “di foga” di Mauro Icardi, a centrocampo. Risultato? Ammonito. Nikola Kalinic a gomito alto su Jeison Murillo? Neanche ammonito. Subito dopo Kalinic frana addosso a Samir Handanovic in uscita: ammonito Kalinic, che in realtà avrebbe dovuto beccarsi il rosso (o almeno il giallo) in precedenza. Ma non finisce qui, perché Telles (che poteva essere espulso per un fallo di mano in area di rigore con conseguente rigore in favore della Fiorentina, ndr) non fa nessun fallo su Federico Bernardeschi, ma si becca comunque il secondo giallo: espulso Telles. Nel finale Mauro Zarate prima fa il furbo e poi si “scontra” con Murillo: arriva il rosso anche per lui. Recupero prima troppo corto (solo 3 minuti), poi prolungato senza una logica e al termine della partita arriva l’ultima perla. Sì, esatto: Geoffrey Kondogbia applaude ironicamente Mazzoleni, che lo espelle al volo. Da regolamento ci starebbe anche, ma visto quanto accaduto anche per colpa sua, il fischietto bergamasco sicuramente non fa una gran figura nella gestione globale della partita.
DUE ILLUSTRI PRECEDENTI, NO ALIBI – Adesso il Milan è solo a -2 dall’Inter, che rischia anche di uscire dalle candidate all’Europa League qualora i rossoneri prendessero ulteriormente piede: il fatto che Mazzoleni di nome faccia Paolo Silvio, fa quasi sorridere. Si ritorna al 2010: l’arbitraggio del fischietto bergamasco ha ricordato quello di Paolo Tagliavento in Inter-Sampdoria, partita resa famosa dalla panolada della San Siro nerazzurra e dalla manette di José Mourinho, dopo le espulsioni di Walter Samuel e Ivan Cordoba (poi anche Giampaolo Pazzini, ancora blucerchiato). Solo pareggio in quell’occasione, perché l’Inter riuscì a limitare i danni. E come dimenticare, in precedenza, il derby arbitrato da Gianluca Rocchi, che provò a deciderlo in favore del Milan espellendo Wesley Sneijder (come Kondogbia) e Lucio (come Telles), ma in quell’occasione Julio Cesar salvò tutto su Ronaldinho, a cui parò il rigore nel finale. Finì 2-0 per l’Inter, che ebbe la meglio su cugini e arbitro: ecco, questa volta non è andata così. L’Inter non riesce ad avere la meglio né sulla Fiorentina né soprattutto su Mazzoleni, che si impone come protagonista: non è assolutamente un alibi, ma solo una constatazione della vergognosa gestione di Fiorentina-Inter. Ciò, ripeto, non esenta l’Inter e Mancini da critiche meritatissime per la reazione non avuta e la sconfitta, alla fine, auto-prodotta in sinergia di Mazzoleni.
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