Bellinazzo: “Inter too big to fail ma Moratti vuole cedere” Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1VjsGPA Riccardo Melis

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Il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Marco Bellinazzo ha analizzato la situazione finanziaria dell’Inter per Goal.com sostenendo che Massimo Moratti sembri essere intenzionato a cedere le sue quote ad Erick Thohir o ad un nuovo socio.

LA CLAUSOLA DI MORATTI – Fino a novembre l’ex patron può pretendere che Thohir rilevi il suo 30%: «Al momento della cessione del 70% dell’Inter, Moratti aveva ottenuto l’inserimento di una clausola “put” nel contratto. Vale a dire il diritto di vendere la sua restante quota (29,5%) a Thohir, se non avesse trovato altri acquirenti. Questa clausola non poteva essere esercitata prima dei due anni dalla vendita, ma può essere esercitata fino ai tre anni dalla stessa. In pratica, in qualsiasi momento Moratti, da qui fino al prossimo novembre può pretendere che Thohir rilevi la sua partecipazione».

PERCHE’ NON LO HA (ANCORA) FATTO – Moratti non vuole destabilizzare ulteriormente l’ambiente ma al tempo stesso teme che la sua il valore della sua quota possa scendere se l’Inter non dovesse qualificarsi in Champions: «Avrebbe potuto esercitare questo diritto già dal novembre 2015, ma non lo ha fatto perché l’ex patron non intende destabilizzare l’ambiente e perché un’Inter di nuovo protagonista potrebbe trovare compratori disposti a pagare bene un pacchetto azionario che, rapportato al prezzo della cessione, potrebbe valere fino a 100 milioni. Moratti dunque ha fatto trasparire la sua volontà di uscita a Thohir, prima che il valore della sua quota si riduca ulteriormente. Thohir a sua volta non ha intenzione di incrementare la sua partecipazione (pagata finora con un aumento di capitale ad hoc per 75 milioni)».

GOLMAN SACHS – La nota banca americana ha concesso all’Inter un prestito da poco più di 200 milioni di euro da restituire entro l’estate del 2019: «La banca d’affari americana non è indifferente al futuro nerazzurro, anzi è il principale finanziatore dell’Inter ed ha “in pegno” la cassaforte del club. A maggio 2014 a Thohir è stato concesso un prestito di 230 milioni di e a garanzia del quale sono stati dati i futuri ricavi dei contratti di sponsorizzazione e i flussi dei diritti tv. Il finanziamento va rimborsato con rate da un milione al mese e prevede un mega saldo finale da 184 milioni di € entro il 30 giugno 2019. Goldman Sachs perciò ha bisogno che l’Inter riparta davvero e generi entrate sempre più cospicue, per essere certa di non ritrovarsi una scatola vuota tra le mani».

NESSUN FALLIMENTO ALL’ORIZZONTE – Nel peggiore dei casi l’Inter potrebbe ridiscutere il suo debito con Goldman Sachs: «Lo scenario di un fallimento sarebbe “normale” per un’azienda di qualsiasi altro settore che “sbaglia” clamorosamente business plan. Contro questa prospettiva però pesano almeno diversi elementi. L’Inter rappresenta calcisticamente ciò che nel mondo finanziario sono certe banche, ovvero “Too Big to Fail”, troppo grandi per fallire. Il blasone non è uno schermo per l’infallibilità eppure basta per ritenere controproducente per tutti un evento come il fallimento. La morte del debitore è l’ultima cosa che spera il creditore. Inoltre nello scenario peggiore per l’Inter ci sarebbero due elementi patrimoniali che potrebbero consentire di uscire dalle secche evitando di portare i libri in tribunale magari rinegoziando il debito, ripensando piani di sviluppo, dirigenza ed assetto azionario: un brand tuttora unico e una rosa che vale più di 250 milioni».

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