“Racconti calcistici” riporta una splendida lettera di Javier Zanetti ad Adriano, dove racconta quello che fu probabilmente il punto di svolta di una carriera che poteva essere leggendaria.
LA VITA IN UN LAMPO – Il ricordo, in un commovente testo, del Capitano: “Appena arrivato all’Inter, segna in amichevole con il Real Madrid un gol di una potenza impressionante. Mi sono detto “Questo è il nuovo Ronaldo“, ha fisico, talento, velocità. E’ un ragazzo delle favelas, io conosco bene le villas, loro sorelle di miseria in Argentina. Stavo vicino a Adriano, ho visto i pericoli che genera la ricchezza piovendo su chi non ha mai avuto un soldo, è peggio della droga. Adriano aveva un padre che lo salvaguardava. Ricordo che siamo al trofeo Tim, d’estate. Gli telefonano per dirgli “Adriano, papà è morto“. Singhiozza, non si riprende. Io, la squadra e Moratti, gli stiamo vicini come a un fratellino. Lui dedica i gol al padre, alza occhi e mani in preghiera al cielo. In allenamento resta una roccia, in tre non riusciamo a spostarlo con le brutte da quanto è forte. E’ un ragazzo buonissimo, con Cordoba passiamo serate a incoraggiarlo. Ivan gli dice “Ti rendi conto? Sei un misto di Ronaldo e Ibrahimovic, puoi diventare più bravo di loro, ha tutto”. Abbiamo fallito, non siamo riusciti a strapparlo alla depressione.”
Auguri Imperatore.
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