Dodò ha parlato a “Repubblica” del match di sabato tra la Sampdoria e l’Inter e dei motivi che lo hanno portato a lasciare Milano per approdare in prestito ai blucerchiati. Il brasiliano sottolinea che aveva bisogno di trovare continuità dopo l’infortunio al ginocchio dell’anno scorso.
BISOGNO DI GIOCARE – Vista la presenza nel suo stesso ruolo di Alex Telles, Juan Jesus e Yuto Nagatomo l’Inter ha deciso di girarlo in prestito: «Avevo bisogno solo di giocare con continuità, sono stato troppo tempo fermo. So che nelle prime partite con la Samp non sono stato perfetto, ma ora mi sento bene. Di solito a gennaio si prendono giocatori già pronti, i dubbi su di me erano legati soprattutto a questo».
LUI E MANCINI – Il grave infortunio al ginocchio del marzo scorso lo ha tenuto fuori per più di sei mesi facendolo retrocedere nelle gerarchie: «Io penso solo che dobbiamo conquistare punti, con Mancini non ho avuto alcun problema. Solo dopo gli interventi al ginocchio ho perso spazio ed era giusto andare dove avevo possibilità di giocare. La partita di sabato? Normale che ci sia un po’ di tensione, sono momenti delicati. Ma dal fischio d’inizio in poi si gioca a mille».
DIFESA A QUATTRO O A TRE – Il terzino sostiene di non essere troppo offensivo per giocare nella difesa a quattro, anche se quella a tre gli permette di avvicinarsi di più alla porta: «In realtà ho sempre giocato a quattro prima di incontrare Mazzarri all’Inter. A me piace più attaccare, è vero, ma in Italia in questi anni ho imparato a difendere. E poi è vero che con la difesa a tre posso stare più vicino alla porta avversaria, ma ci sono sempre le diagonali…».
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