Danilo D’Ambrosio questa sera ha segnato alla Sampdoria la sua prima rete in Serie A con la maglia dell’Inter. Ai microfoni di Inter Channel ha voluto puntualizzare su una questione riguardante il labiale durante la sua esultanza, spiegando come non fosse affatto una polemica.
SERENITÀ – «La maggior parte dei miei gol sono stati fatti sul secondo palo, in realtà doveva andare Ivan Perišić a saltare sui calci piazzati, io me la sentivo ed è andata bene. In campionato l’ultimo col Milan con un’altra maglia, di solito due/tre gol all’anno riesco a farli ma da quando sono arrivato all’Inter a parte in coppa non riuscivo a sbloccarmi in campionato. Fabio Quagliarella è un amico, in campo succedono certe cose ma si è scusato subito. È normale che giocare a San Siro non sia semplice per nessuno, soprattutto in queste condizioni dove venivamo da quaranta giorni di risultati negativi. La curva ci esortava fin dall’inizio e quindi siamo partiti un po’ male all’inizio, compassati, ma dopo il gol ci siamo sbloccati e abbiamo vinto la partita. Il labiale? Volevo andare in panchina, è una cosa positiva, non vedo perché bisogna far polemica su una frase dove dico di andare in panchina a esultare. L’ho fatto anche dopo il gol in Europa League l’anno scorso, non penso che in campo vanno undici giocatori, la squadra è fatta da ventidue/ventitré giocatori, siccome mi sono ritrovato in panchina so che si soffre di più perché non si riesce a sfogarsi, quindi il gol va anche a chi era in panchina. Dedica? A parte la squadra, perché era importante, lo dedico a un mio amico che qualche settimana fa ha perso la madre, quindi un abbraccio e gli sono vicino».
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