L’Inter torna alla vittoria e lo fa segnando tre reti, ma anche mettendo in mostra qualche buona trama: finalmente i gol arrivano sfruttando le occasioni create anche da soluzioni inattive. Molte le cose ancora da rivedere per Mancini, che di contro ha avuto la brillante idea di lanciare Biabiany dal 1′
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare la Sampdoria:
IL MODULO – L’Inter torna alle origini, abbandonando gli assetti tattici 2.0 in favore del più storico 4-4-2: si tratta di un centrocampo a quattro lineare, ai cui estremi si insediano due ali offensive deputate a bilanciare la squadra in entrambe le fasi di gioco.
PRIMO TEMPO – Pochi minuti dopo l’inizio della prima frazione di gioco e si nota subito il primo dettaglio tecnico-tattico rispetto alle attese: Nagatomo agisce a destra, D’Ambrosio a sinistra. L’Inter gioca palla a terra e prova a costruire facendola scorrere dalle fasce verso il centro, ma soffre i cambi di gioco della Sampdoria, che sulle fasce può sfruttare la velocità dei suoi esterni. Dopo un quarto d’ora Mancini inverte le ali: Perisic va a destra, Biabiany a sinistra. La velocità del francese fa la differenza e, da una sua azione personale – sulla destra -, arriva il calcio d’angolo che al 23′ porta al gol di D’Ambrosio, lasciato libero di colpire davanti a Viviano. Biabiany è l’arma in più dell’Inter: crea superiorità e costringe gli avversari a usare le cattive per fermarlo, come nel caso dell’ammonizione di Dodò. Ammonizione pesante che arriva anche per Brozovic, non particolarmente in partita: diffidato, salterà la Juventus. Il primo tempo termina 1-0: vantaggio meritato per l’Inter, che deve chiuderla al più presto dopo la beffa di Firenze.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche e Melo può solo imprecare per il fallo fischiatogli prima di esultare per il 2-0. La Sampdoria parte subito forte e a pagarne le conseguenze è Miranda, che si prende subito un giallo che potrebbe condizionare il suo secondo tempo. Fortunatamente non è così, infatti al 57′ proprio Miranda raddoppia emulando D’Ambrosio: sfrutta la sponda aerea di Melo e trafigge Viviano con un colpo di testa potente dopo un calcio d’angolo ben battuto. Al 63′ primo cambio per l’Inter: fuori Eder, dentro Ljajic. Adesso quello dell’Inter è un 4-2-3-1 con il serbo alle spalle di Icardi. La costruzione del gioco viene favorita dal nuovo assetto, ma il terzo gol è un capolavoro di Icardi al 73′: sfugge alla marcatura di Ranocchia a metà campo e piazza la palla sul palo interno alle spalle di Viviano. Al 78′ secondo cambio per Mancini: fuori Biabiany, dentro Gnoukouri. L’Inter si dispone con il 4-3-3 con l’ivoriano perno centrale tra Melo e Brozovic. L’Inter gestisce il vantaggio provando con calma a creare azioni da gol. All’88’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Jovetic. L’Inter chiude con il 4-3-3 (come rappresentato nell’immagine sotto allegata, ndr), ma Perisic scala nel ruolo di mezzala sinistra, mentre il montenegrino si piazza largo nel tridente. La partita si avvia verso gli sgoccioli, ma c’è tempo per il bel gol di Quagliarella al 92′: tiro dalla distanza, pesa l’errore posizionale di Murillo, autore fino a quel momento di una prestazione all’altezza. La partita termina 3-1: tre punti – ampiamente meritati – che danno ossigeno all’Inter.
IL PROTAGONISTA – Squadra che vince non si cambia, squadra che perde sì e si modifica. La modifica effettuata in Inter-Sampdoria da Mancini è una di quelle decisive, avendo dato fiducia a uno dei giocatori più sottovalutati in rosa: Jonathan Biabiany. L’ala francese non è esattamente Cristiano Ronaldo con i piedi (e non solo…), infatti gli errori sono all’ordine del giorno nelle sue giocate, ma ha una dote in cui non è secondo a nessuno: la velocità. Con la sua velocità, infatti, Biabiany riesce a fare la differenza nonostante gli manchi – soprattutto in occasione della sfida contro la Sampdoria – precisione nei passaggi, potenza nel tiro ed entrambe le qualità nei cross. Insomma, un’ala atipica: forse brutta da vedere, ma efficace. Come l’Inter bis di Mancini, che ha battuto la Sampdoria anche grazie all’apporto di Biabiany. Decisivo!
IL COMMENTO – Ritiro finito e stavolta non c’è neanche più bisogno del silenzio stampa: l’Inter vince e, nonostante tutto, convince. Arriva alla partita senza tre pedine fondamentali e i sostituti sono all’altezza, anzi, addirittura decisivi: 1. al posto di Alex Telles c’è Danilo D’Ambrosio, che trova la rete del vantaggio; 2. Felipe Melo non solo non fa sentire la mancanza di Gary Medel, ma fa notare anche quanto sia importante riuscire sia a gestire il pallone dopo averlo rubato sia servirlo in profondità laddove possibile; 3. Biabiany è la variante tattica che prende il posto di Geoffrey Kondogbia e alla fine si dimostra mossa azzeccata, come analizzato in precedenza. Mancini questa volta è deciso della formazione titolare sia per quanto riguarda il modulo sia nei singoli: nulla da dire, il risultato è dalla sua parte. Forse stona un po’ l’ingresso di Stevan Jovetic a due minuti dal 90′, ma è il prezzo da pagare dopo le cattive prestazioni e le panchine: il montenegrino deve ritrovarsi, diciamo che Eder potrebbe dargli una mano… Il pensiero ora va, giustamente, a Torino: Mancini ha già annunciato di voler fare risultato, ovviamente. Sarà Juventus-Inter l’esame di maturità del 2016 nerazzurro: in caso di vittoria, sarebbero addirittura 5 punti i recuperati ai bianconeri in soli 180’… perché non provarci?
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