Ronaldo, l’Inter e quei cori di chi ha dimenticato troppo in fretta Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1PPA4Rf Enrica Panzeri

Iuliano Ronaldo

Ieri sera è avvenuto ciò che molti avevano previsto alla vigilia della partita. La presenza di Ronaldo a San Siro ha rappresentato, per una larga parte della tifoseria, l’occasione per rinfacciare all’ex Fenomeno alcune scelte che gli appassionati nerazzurri non gli hanno mai perdonato, dal passaggio repentino al Real Madrid al ritorno a Milano, sponda rossonera, con tanto di esultanza beffarda dopo un gol nel derby. Una memoria selettiva che tende a cancellare ciò che ha reso – e rende – Ronaldo molto più interista di tanti altri giocatori che hanno indossato negli anni la maglia nerazzurra

CONTESTAZIONE – “Uomo di m.”: questo è stato il coro con cui San Siro ha voluto accogliere Ronaldo. Un canto che, per lunghi tratti della partita, è rieccheggiato fra gli spalti e il campo, impossibile da ignorare. Chi ha urlato queste parole ha voluto rinfacciare al brasiliano l’ingratitudine mostrata all’Inter dopo il Mondiale vinto nel 2002, quando ringraziò chiunque, tranne la squadra e i tifosi che lo avevano atteso lungamente dopo gli infortuni. La sua decisione di lasciare l’Inter, quasi di nascosto come si vergognasse, per approdare al Real Madrid e il finale della sua carriera, quasi derisorio, proprio agli odiati cugini del Milan. Eppure chi ha partecipato a questo coro, urlandolo dalle tribune o approvandolo in silenzio davanti al televisore, mostra di aver dimenticato cosa sia stato veramente Ronaldo per l’Inter di fine anni ’90.

EXTRATERRESTRE – Non si tratta di quanto mostrato sul campo, qualcosa che sconfinava nella fantascienza e che, tempo prima, aveva fatto esclamare ai tifosi del BarcellonaE’ confermato: gli extraterrestri esistono“. Non è nemmeno la portata mediatica dell’annoverare fra le proprie fila il primo giocatore del Villaggio Globale, la cui sola presenza, per usare la definizione di Franco Rossi “Rimise l’Inter sulle mappe del calcio che conta“. La vera essenza di Ronaldo per gli interisti è tutta nelle dichiarazioni pronunciate dopo Juventus-Inter, quando – ben prima che le intercettazioni di Calciopoli dimostrassero che qualcosa di poco chiaro si annidava nel nostro calcio – puntò il dito contro un sistema che avrebbe condotto il calcio italiano alla rovina. Per la prima volta qualcuno urlò a tutti che “Il Re è nudo” e che la Juventus, la società degli Agnelli da sempre trattata con una deferenza sconfinante nel servilismo di chi ha bisogno di un signore da omaggiare, esercitava sugli arbitri – e sui media – una sudditanza che non aveva eguali in altri contesti.

SOLO CONTRO LA JUVE – Per la prima volta, ovunque – perché ogni parola di Ronaldo all’epoca rimbalzava da una parte all’altra del globo – si lessero e si ascoltarono QUESTE parole: “E’ una vergogna, e tutto il mondo lo deve sapere. Sono molto triste per quello che e’ successo. Sapete che per me il calcio e’ allegria, ma quando si gioca undici contro undici. Undici contro dodici diventa triste. Questa è una vergogna da far vedere a tutto il mondo, non si puo’ andare avanti cosi, con gli arbitri sempre a favore della Juventus. Di fronte a certe cose non so neanche piu’ cosa dire.
Se, anni dopo, le telefonate di Moggi sulla stampa estera e per i tifosi di altre nazioni hanno avuto un impatto mediatico di un certo tipo – “Ma allora era come aveva detto Ronaldo!” – lo dobbiamo anche a queste dichiarazioni. E questo, per me, vale più dell’aver poi indossato le maglie del Real Madrid e del Milan. Ronaldo, al contrario di tanti baciamaglie a comando che cambiano casacche come i camaleonti mutano pelle, era e resterà interista. Perché lo è stato nel momento in cui contava di più. E per questo non finirò mai di ringraziarlo.

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