Inter del futuro: Andrea Pinamonti, il nuovo gioiello nerazzurro Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1TIreIS Enrica Panzeri

Pinamonti

Le giovanili dell’Inter sono da anni motivo di vanto per la società. Per dimostrare l’eccellenza del settore basti ricordare i trofei vinti, gli attestati di stima ricevuti a livello italiano ed europeo, ma, soprattutto, i tanti giocatori che, partendo dal vivaio interista, sono riusciti a spiccare il grande salto nel calcio professionistico. Fra i nerazzurri ci sono oggi altri talenti, poco noti alla maggioranza, pronti a raccogliere il testimone: iniziamo a conoscerli

TIFOSO NERAZZURRO – Invitato a scommettere su chi, fra i ragazzi visti quest’anno nelle varie Primavere, riuscirà a emergere ad alti livelli, Stefano Vecchi non ha mostrato dubbi. Oltre ai milanisti Cutrone e Locatelli e al clivense Kiyine, il tecnico dell’Inter ha nominato un giocatore che ben conosce: Andrea Pinamonti.
Attaccante, nato a Cles nel 1999, rappresenta una delle sorprese della Primavera nerazzurra, a cui è stato aggregato a inizio stagione, pur avendo ancora l’età per giocare con gli Allievi. Il destino di Pinamonti sembra però essere quello di stupire, quasi bruciando le tappe, fin da quando, piccolissimo, si mise in luce nella Bassa Anaunia di Denno. Il suo tecnico dell’epoca, Bruno Tommasini, informò i genitori di essere in contatto con varie società di Serie A e chiese loro quale avrebbero preferito per un eventuale provino. Per i signori Pinamonti, accesi tifosi nerazzurri, fu naturale scegliere l’Inter che, dopo averlo visionato, decise di tenerlo sotto la propria ala protettiva.

CONCORRENZA ROSSONERA – Andrea all’epoca aveva infatti 8 anni e, in virtù delle norme federali che, fino ai 14 anni, vietano i tesseramenti fuori regione, non avrebbe potuto trasferirsi a Milano. L’Inter decise così di seguirlo a distanza, appoggiandosi a una società amica come il ChievoVerona, che lo ingaggiò nell’attesa raggiungesse l’età per firmare per l’Inter. La società nerazzurra mantenne con lui un continuo legame, convocandolo periodicamente per alcuni tornei estivi e osservandone i costanti progressi, testimoniati dai gol e dalle prestazioni sempre più convincenti. Con la maglia gialloblù si rivelò uno dei prospetti più validi della sua categoria e, compiuti i 14 anni, su di lui si fiondarono i dirigenti del Milan, decisi ad anticipare i cugini, come avvenuto con Hachim Mastour, anch’egli per lungo tempo orbitante nella galassia delle giovanili nerazzurre. I rossoneri si scontrarono però con il tifo interista del giovanissimo attaccante che, fedele al suo sogno di bambino, nel 2013 indossò finalmente la casacca nerazzurra.

BOMBER MODERNO – Aggregato agli Allievi, seppure sotto età, Pinamonti mostrò di essersi ambientato a Milano senza alcun problema e le prime convocazioni prima con la Nazionale Under 15 e poi con l’Under 17, di cui è oggi uno dei punti fermi, attestarono la formazione di quello che è, secondo molti addetti ai lavori, uno dei gioielli del calcio giovanile italiano. Nella Primavera di Stefano Vecchi, con cui inizialmente avrebbe dovuto giocare solo alcune partite, essendo più giovane di uno o due anni rispetto a compagni e avversari, ha mostrato di essere non soltanto un centravanti moderno, in grado di giocare per i compagni senza perdere il fiuto del gol, ma si è distinto per la maturità con cui ha saputo gestire il salto di categoria e l’improvvisa notorietà. Dotato di un’ottima tecnica, predilige il destro, ma sta imparando a usare anche il piede sinistro, è una prima punta che partecipa alla manovra con l’istinto del goleador, come caratteristiche paragonabile a uno dei suoi idoli, Zlatan Ibrahimovic. Nella partita di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio, oltre a segnare il gol dell’1 a 0 dell’andata, ha rivelato di avere carattere e di non temere di confrontarsi animatamente anche con avversari più grandi, come dimostra l’espulsione rimediata dopo la reazione a un intervento piuttosto pesante. La frattura di una costola non gli permetterà, forse, di scendere in campo al Torneo di Viareggio, ma Pinamonti già lavora per ritornare. E per realizzare quel sogno di quando era bambino: esultare a San Siro dopo aver segnato un gol. Ovviamente, con addosso la maglia dell’Inter.

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