Non macina gioco, ma quando tocca il pallone è una sentenza: questa l’analisi della “Gazzetta dello Sport” su Mauro Icardi, attaccante definito “pratico” e attaccato più al gol che non al gioco
PRATICITÀ – “Un attaccante dell’età di Icardi ha il dovere morale prima che professionale di colmare le lacune. Intanto stasera va allo Stadium contro quella Juve a cui ha segnato 6 gol in 6 match di campionato (l’unico scontro in Coppa Italia è fresco ed è uno 0-3), partendo da quella doppietta del 6 gennaio 2013 griffata allo Stadium con la Sampdoria. I bianconeri dovranno restare concentrati e non farsi infastidire dai ricordi. Come Icardi è pratico, così dev’essere la difesa juventina”.
ATTACCATO AL GOL – “L’Inter è abituata a passare attraverso i suoi silenzi in campo. Con 19 tiri nello specchio ha segnato 11 gol: quando apre bocca, insomma, ha qualcosa da dire. Il suo schema preferito è togliere il tempo al marcatore sul primo movimento e sapere dove cascherà la palla. Dote rara. È più attaccato al gol che al gioco. La fascia di capitano lo ha messo al centro dello spogliatoio prima di scendere in campo e diventare l’ultimo tratto di una linea immaginaria che conduce alla gioia del gol sul terreno di gioco. La partita di Icardi solitamente è il succo di un agrume spremuto. Non dribbla (8 in 23 presenze) e subisce pochi falli (1,22 a gara, tutti dati Opta). La palla tra i suoi piedi rimane il tempo giusto. Il tempo del gol”.
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