Ausilio: “L’Inter ha tanta qualità, ma in campo ne mette poca” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1RdAX3V Andrea Turano

Ausilio

Piero Ausilio – Direttore Sportivo dell’Inter -, direttamente dalla Mixed Zone di San Siro, durante la diretta della “Domenica sportiva” su Rai 2, si presenta ai microfoni di “Rai Sport” per commentare la sconfitta contro la Juventus. Critiche molto poco velate verso i giocatori a causa del loro atteggiamento molle in campo

INTER DA RITROVARSI – «Altre preoccupazioni ora non ci riguardano. Il trend degli ultimi due mesi è questo e non va bene: noi dobbiamo solo cercare di vincere le partite e non pensare a chi è avanti e dietro in classifica. Solo più avanti vedremo che situazione avremo. Dobbiamo recuperare la nostra identità e qualità, perché l’abbiamo: dà fastidio vedere che in campo, pur avendone tanta, ne viene messa poca e questo non va bene».

INTER SECONDA SOLO ALLA JUVE – «Con Roberto Mancini abbiamo lavorato per mettergli a disposizione una rosa forte. L’Inter è forte a livello individuale e ha poco di meno rispetto alle altre, anzi, Juventus esclusa, non è inferiore a Napoli, Roma, Fiorentina e soprattutto Milan».

SOLITI ERRORI DI CONCENTRAZIONE – «Si ripetono alcuni episodi, come i gol arrivati nel finale o come il gol regalato oggi appena rientrati in campo. Sono problemi di concentrazione e attenzione, cura del particolare dall’inizio alla fine, non c’entrano i moduli e le disposizioni tattiche: ci siamo rilassati e abbiamo regalato il gol a Leonardo Bonucci».

TIM CUP, CREDERE ALL’IMPOSSIBILE – «Cosa dire ai tifosi per la partita di mercoledì in Tim Cup? Siamo l’Inter, giochiamo a San Siro e anche se si parte da 0-3 dobbiamo crederci, anche se sappiamo che è ai limiti dell’impossibile: non crederci non sarebbe da Inter. Se alla fine il risultato premierà la Juventus pazienza, noi dovremo dare il 110%. Dovremo avere la sensazione di aver fatto quello che dovevamo fare, andando a cercare di fare l’impossibile. Poi casomai penseremo solo al campionato».

DAL PRIMO POSTO ALLA CRISI – «L’Inter di Mancini al 6 gennaio era prima in classifica, si parlava di grande squadra: eravamo gli stessi, quindi dobbiamo solo farci un esame di coscienza e capire perché ora ci ritroviamo in questa condizione e non sappiamo come uscirne. Perdere a Torino con questa Juventus è anche normale, il problema è perdere punti con Sassuolo, Carpi e Verona: quello pesa. Dobbiamo pensare positivo e fare punti. Si va in campo per dare il massimo, ogni tanto però bisogna andare un po’ oltre ed essere concentrati dall’inizio alla fine. Oggi abbiamo fatto bene tranne nei primi 10′ e appena rientrati in campo nella ripresa, per il resto la Juventus non è mai stata pericolosa. Serviva una personalità diversa nella ripresa per andare a pareggiare la partita».

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