Ausilio: “Un bell’esame di coscienza per tutti. L’Inter non molla” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1piYc6b Riccardo Spignesi

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Piero Ausilio è stato molto duro e diretto nella conferenza stampa al termine della sconfitta in casa della Juventus. Il direttore sportivo dell’Inter, che ha sostituito Roberto Mancini, davanti ai microfoni, è stato molto deciso nei confronti dei giocatori e dell’atteggiamento mostrato durante il secondo tempo.

BASTA ERRORI«Per me il primo tempo, e il mister la pensa come me perché ci siamo confrontati, a parte i primi dieci minuti dove la Juventus è stata pericolosa in conseguenza di una grande giocata di Hernanes e due scivoloni di un nostro giocatore, poi in realtà abbiamo fatto un buon primo tempo, abbiamo risposto colpo su colpo, abbiamo fatto un buon possesso palla, abbiamo avuto anche una buona occasione con Mauro Icardi, non lo è stata ma poteva essere molto pericolosa. Direi decisamente un primo tempo bel giocato colpo su colpo, quello che non è accettabile a questo livello è il modo in cui si è rientrati in campo nel secondo tempo, il modo in cui abbiamo regalato il gol alla Juventus, il modo in cui poi non abbiamo cercato di metterci quella personalità e quella cattiveria che si deve avere a maggior ragione in questo tipo di partite perché si deve almeno cercare di pareggiarle, se non di vincerle. Si arriva alla fine analizzando le cose e facendo un bell’esame di coscienza tutti, questa è la stessa squadra che fino al 6 gennaio era prima in classifica, quindi quando parli di qualità di calciatori parli di quelli che comunque fino a poco tempo fa erano riusciti a portare l’Inter prima in classifica».

MANCANZA DI CORAGGIO«I difetti di personalità sono difetti a cui si può intervenire semplicemente cercando di trasmettere valori, cercando di trasmettere convinzioni, cercando di trasmettere forza attraverso il lavoro di tutti i giorni, cosa che assieme al mister facciamo. Arriva il punto in cui sei anche un po’ stufo, nel senso che quando perdi o pareggi tante partite come ci è successo a noi perché sei distratto sulle palle inattive o li prendi oltre il 92′ o fai rigori ti girano anche un po’, a un certo punto chiami questi signori alle loro responsabilità, noi la faccia ce la mettiamo tutti, sappiamo di essere tutti una cosa unica. Siamo tutti insieme ma quando dobbiamo fare un esame di coscienza lo dobbiamo fare tutti, i calciatori in primis oltre alla società e allo stesso mister, col mister parliamo sempre e analizziamo sempre il lavoro che facciamo. Vorremmo che il lavoro venisse fatto anche dai calciatori. Se ho da dire qualcosa di negativo non mi nascondo, l’ho fatto e lo faccio anche con loro, sono ragazzi che lavorano, sono giovani e forse come tutti i giovani hanno bisogno di fare delle esperienze e degli errori, però posso assolutamente dire che non abbiamo davanti un gruppo di persone che non si impegna, non lavora e non fa sacrifici: questo è un gruppo di persone che da quel punto di vista non ci dà problemi però è arrivato il momento di alzare l’asticella, è arrivato il momento in cui evidentemente quello che facciamo non è sufficiente a portare i risultati a casa. Tutti, ripeto, dobbiamo fare qualcosa di più, da parte nostra se è l’atteggiamento che deve cambiare faremo anche quello, ma ripeto non è che ci sia bisogno di chissà che cosa, né di minacce né di nulla, bisogna soltanto metterli nelle condizioni di capire che essere un giocatore dell’Inter e indossare la maglia dell’Inter vuol dire tante cose e in primis una grande responsabilità».

PERSO SENZA LOTTARE«La Juve oggi ha vinto 2-0 con quanti tiri in porta? La Juve ha fatto un tiri fuori area, poi ho visto due scivolate clamorose, quella di Icardi se colpisce bene può essere una grande occasione, parlo di oggi altrimenti vado a citare Sassuolo dove abbiamo tirato venti volte e l’abbiamo persa lo stesso, oggi vieni a giocare a Torino con la Juve in un campo pesante non puoi pensare di fare dieci tiri in porta, devi essere bravo a sfruttare quelle poche occasioni che ti concedono. La differenza oggi fra la Juve e l’Inter è questa, penso al momento in cui è cambiata questa partita, perché il primo tempo, a parte i primi dieci minuti dove la Juve ha fatto meglio, ho visto una partita molto equilibrata, ho visto un’Inter che ha fatto un buon possesso palla e ha cercato di rispondere colpo su colpo, magari un po’ imprecisa. È il secondo tempo che non va bene, è come inizi il secondo tempo. Io non ho contato nessuna parata di Samir Handanović a parte il tiro di Hernanes, se poi mi dite che non è così poi sono pronto ad andare a rivedere la partita. Le squadre di un certo livello hanno a disposizione due-tre-quattro palle gol e devono farlo, non hai bisogno tutte le partite di avere dieci occasioni, sarebbe un errore e un problema se servissero dieci palle gol per buttarla dentro, cosa che la Juve ha dimostrato perché è una squadra cinica che sa quello che vuole, sfrutta il primo errore e non ti perdona».

TESTA AL PRESENTE«Di Éver Banega non parlo perché adesso è un giocatore di un’altra squadra, è un’opportunità, l’ho già detto prima della partita, è una possibilità ma mi interessa rispondere di più a quello che riguarda la partita e il nostro futuro: se non fossimo qui a crederci non saremmo qui né incazzati né tantomeno a cercare di capire le soluzioni per fare punti e cercare di vincere le partite e cercare di arrivare terzi. Questo è un campionato che, lo insegna, basta vincere tre-quattro partite di fila per ritrovarsi nuovamente in una posizione di classifica privilegiata. In questo momento c’è la Roma terza in classifica che fino a qualche tempo fa era data fuori da tutti per qualsiasi obiettivo, lo è stata l’Inter per parecchio tempo, poi la Fiorentina. Noi faremo di tutto, di più e l’impossibile per cercare di vincere più partite e arrivare terzi, poi se questo non accadrà faremo al 15 maggio il punto della situazione per cercare di capire quali sono stati gli errori e fare indubbiamente meglio dalla prossima stagione. Pensare che l’Inter abbia già mollato è una cosa che dovete togliervi dalla testa. Noi siamo questi, Gary Medel ha fatto tantissime partite anche quando c’era l’Inter prima in classifica, quindi non è un problema di sistema di gioco e caratteristiche dei giocatori. Si gioca, si vince e si perde in undici, è vero che non abbiamo un regista vero e proprio quello che gioca davanti alla difesa ma ha altre caratteristiche, nel calcio è pieno di squadre che vincono anche senza avere un regista o squadre che magari ne hanno più di uno in campo e non hanno interditori, si può vincere o perdere in qualsiasi modo. Questa è la nostra squadra, è una squadra che ha qualità e caratteristiche ben precise, dobbiamo cercare di vincere le partite che abbiamo davanti con questa squadra e questi giocatori, poi per il futuro vedremo se abbiamo fatto qualche errore di analizzarlo e di migliorare».

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