Juve-Inter: 2 autogol in difesa, Mancini ne fa 3 in panchina Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1KW6wmj Andrea Turano

Mancini

Serata amarissima per l’Inter, che torna da Torino senza gol, senza idee e soprattutto senza punti. Nel 2-0 finale pesano senza dubbio gli errori dei singoli, ma anche senza quelli sarebbe stato difficile portare a Milano qualcosa di più che uno 0-0 senza emozioni: gli errori di Mancini sono evidenti prima, durante e dopo il vantaggio della Juventus

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare la Juventus:

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IL MODULO – I rumors settimanali sono stati confermati: l’Inter inizia con il 3-5-2, specchiandosi dunque alla Juventus di Massimiliano Allegri. Assetto molto difensivo, considerando gli interpreti: tre centrali difensivi più due terzini e Medel sulla linea mediana, dove il giocatore più offensivo paradossalmente è Melo.

PRIMO TEMPO – Inter aggressiva fin dal primo minuto di gioco, ma la Juventus al primo tiro rischia di andare in vantaggio: Hernanes, lasciato libero di calciare dalla lunga distanza – ma va dato merito al brasiliano per l’immediatezza nella conclusione -, trova un grande Handanovic e poi la traversa. L’Inter si salva, ma vive dieci minuti di sbandamento: nella difesa a tre molto meglio Juan Jesus che Murillo, che in due occasioni manda Mandzukic a nozze con il gol, ma per fortuna dell’Inter il croato non è letale. Il tentativo di manovra dell’Inter è buono, però l’aggressività della Juventus è altrettanto notevole e la mancanza di qualità si nota. Pochissimi spazi, pochissima manovra da parte di entrambe le squadre. Nell’Inter spicca la posizione alta di Melo, spesso a ridosso delle punte, mentre Palacio si allarga costantemente sulla destra a mo’ di ala. Il primo tempo termina 0-0: più Juventus all’inizio, poi molto equilibrio e poche occasioni.

SECONDO TEMPO – L’Inter rientra in campo con lo stesso assetto iniziale, ma l’avvio è shock: D’Ambrosio serve Bonucci sugli sviluppi di un calcio di punizione e arriva il gol dell’ex. Adesso la Juventus può gestire il vantaggio, l’Inter è alle corde. Al 55′ primo cambio per l’Inter: fuori Medel, dentro Ljajic. Il serbo si piazza dietro le punte: l’Inter si dispone con il 3-4-1-2. L’Inter inizia a fare la partita, ma i problemi restano i medesimi: si fa fatica ad arrivare al tiro. Al 78′ secondo cambio per Mancini: fuori Telles, dentro Perisic. L’Inter cambia modulo: spazio al 4-2-3-1 con il croato largo a sinistra sulla trequarti, completata da Ljajic in mezzo e Palacio a destra, mentre Juan Jesus si allarga come terzino sinistro. All’83’ Morata raddoppia su rigore guadagnatosi in precedenza per fallo di Miranda. All’85’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. Non varia la disposizione: 4-2-3-1 (come da immagine sotto allegata, ndr), dove l’oriundo italo-brasiliano agisce da ala destra, la prima punta è Palacio. Inter finalmente pericolosa in ben due occasioni, ma è troppo tardi. La partita termina 2-0: delusione generale, più per l’atteggiamento che per la sconfitta in sé, dopo tutta meritata.

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IL PROTAGONISTA – Dopo un 2-0 in casa della Juventus è difficile guardare il bicchiere mezzo pieno: va bene la nota di merito per Kondogbia, sicuramente il migliore dell’Inter insieme a Palacio, ma bisogna focalizzare l’attenzione sugli aspetti negativi, che sono tanti. Uno su tutti, il solito: Roberto Mancini. Il tecnico dell’Inter si assume tutte le responsabilità del caso scegliendo una strategia chiara e già criticata in settimana: specchiarsi al 3-5-2 della Juventus. Le cose, in realtà, vanno anche bene fino all’inizio del secondo tempo, ma dopo il gol di Bonucci non accade altro. Arriva il primo cambio, resta la difesa a tre. Arriva il secondo cambio, si torna a quattro dietro. Arriva il secondo gol ed esce Icardi. Confusione generale.

IL COMMENTO – Dire che la Juventus ha vinto è giustissimo, dire che l’Inter ha perso è sacrosanto. I due gol bianconeri in realtà sono due autogol nerazzurri: il primo realizzato da Danilo D’Ambrosio, il secondo da Joao Miranda, nonostante la moviola del caso. Discutere dei singoli, però, ha poco senso. Le colpe vanno ricercate, come sempre, nel complesso e il complesso dice una cosa: l’Inter è scesa in campo per strappare uno 0-0 perché consapevole della superiorità della Juventus. Mancini non lo ammetterà mai, ma l’atteggiamento dell’Inter lo ha testimoniato dal primo all’ultimo minuto. Le colpe di Mancini sono tante, ma tre spiccano più di tutte: 1. utilizzare la difesa a tre per coprire meglio il campo, sperando di annullare il gioco della Juventus sulle fasce (va bene), ma auto-annullando anche il proprio (non va bene), dato che alla fine si è scesi in campo con un 6-3-1. A posteriori facile dire che al posto di D’Ambrosio (o Telles) avrebbe fatto comodo Perisic o Biabiany, bilanciando almeno la situazione sulle corsie esterne, ma la direttiva di Mancini era difendersi a tutti i costi; 2. non modificare assetto – quindi sempre difesa a tre con due terzini a centrocampo – dopo l’1-0 della Juventus, dal momento che continuando come nel primo tempo si sarebbe raggiunto solo lo 0-0. Avrebbe avuto più senso sostituire subito Medel e un centrale difensivo inserendo due attaccanti per passare al 4-2-3-1 e provare a raggiungere l’1-1; 3. persa per persa, dopo il 2-0 la sostituzione di Icardi – annullato dal gioco di Mancini, che ha schiacciato l’Inter tra difesa e centrocampo lasciando l’argentino in balia dei tre centrali bianconeri – è proprio il controsenso di tutto. Difendere il 2-0? Vergognoso. Sapere che in panchina – dopo gli ingressi di Ljajic, Perisic e appunto Eder – c’erano anche Biabiany, Jovetic e Manaj fa malissimo, perché fa capire quanto l’Inter abbia rinunciato a vincere, anzi, a provare di vincere o almeno rimontare lo svantaggio. Mi spiace Mancini, stavolta è davvero andata male dall’inizio alla fine: errori prima del vantaggio della Juventus, durante e addirittura dopo il doppio vantaggio. Game over.

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