Kondogbia unica luce, disastro D’Ambrosio – GdS Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt /1nabHDI Ivan Vanoni

Kondogbia

Le pagelle di Juventus-Inter secondo la “Gazzetta dello Sport”: Kondogbia il migliore della partita, D’Ambrosio il peggiore e non solo per il regalo fatto a Bonucci. Male anche Icardi, lasciato troppo solo.

IL MIGLIORE – Kondogbia, 6.5. Attenzione, nel buio pesto dell’Inter si è accesa la lucina di Kondogbia. Allo Stadium con personalità. Il più lucido e determinato del centrocampo. Non è mai troppo tardi, ma se si fosse svegliato un po’ prima…”

IL PEGGIORE –D’Ambrosio, 4.5. Nomination all’Oscar per l’assist al contrario. Inspiegabile la giocata di testa a imbeccare Bonucci sull’altro palo: bastava spizzare in corner. Impalpabile o quasi in offesa, Alex Sandro è di altra categoria”.

HANDANOVIC – 6.5. In punta di guantoni sul tiro di Hernanes, ci mette quel pizzico di deviazione che serve per dirottare la palla sulla traversa. Poi un’uscita bassa e spericolata, ma perfetta per tempismo, su Mandzukic. Sul gol è impotente, tradito com’è dall’«harakiri» di D’Ambrosio”.

MIRANDA – 6. L’uomo forte davanti a Handanovic, quello che nel momento più difficile applica le toppe più importanti. Svariati interventi salva-vita, su Dybala, Khedira. Sotto pressione continua, alla lunga perde lucidità e nell’uno contro uno su Morata non resiste e allunga il piede un filo di troppo”.

MURILLO – 6. Inizio in salita, in avvio più che Murillo pare un muretto di scarsa consistenza. Pogba prima e Mandzukic poi quasi lo sgretolano, ma il colombiano sa soffrire, si ambienta nella difesa a tre e da rimbalzato diventa «rimbalzatore»”.

JUAN JESUS – 6. Sbrigativo, fedele all’inossidabile motto «palla lunga non è mai corta». Sotto la pioggia e sopra un terreno così, c’è poco da cincischiare, meglio rinviare. I tre dietro dell’Inter si sono spesi al limite di se stessi: non è facile difendere quando la tua squadra attacca poco e male”

FELIPE MELO – 5. Pare che gli abbiano fatto una testa così sull’esigenza di non cadere in tentazione e provocazione. In pratica, lo hanno anestetizzato. Stordito, insulso al tocco – troppi passaggi spesi male – e tasso agonistico al di sotto della solita soglia. Male, Melo”.

MEDEL – 5. Pitbull in versione cocker. Non vogliamo dire rammollito, ma un filo inebetito sì. Forse non sta bene e non a caso esce presto per infortunio. Non gli si chiede di fare lo Xavi, non ne ha le capacità, però se smette di «cattiveggiare», diventa uno come tanti, non produce differenza (Ljajic: 5.5)”.

TELLES – 6. Dignitosa interpretazione del ruolo, interessanti un paio di cross tesi e velenosi, con palla a girare quel tanto che basta per disorientare chi difende. Niente di che, ma niente di grave gli si può imputare. Il suo dirimpettaio Lichtsteiner non combina sfracelli. Sei stiracchiato, ma sei (Perisic: 5.5)”.

PALACIO – 6.5. Se il calcio fosse viabilità, il Palacio dello Stadium sarebbe il grande raccordo, la tangenziale che unisce la città. Palacio tiene insieme molte situazioni: l’avvio dell’azione, le ripartenze, i recuperi a centrocampo e anche più indietro. Troppe mansioni per chiedergli pure di segnare”.

ICARDI – 5. L’unica vera palla che gli arriva gliela tarocca il «grande vecchio» Barzagli e l’occasione si perde nella pioggia. Abbandonato, senza rifornimenti. Lo cercano al massimo col rilancio, sempre troppo lungo. Speriamo che non abbiano completato l’opera dimenticandoselo in autogrill al ritorno (Eder: s.v.)”.

MANCINI – 5. Allo Stadium ritira il certificato di fallimento del suo progetto. Ha avuto i giocatori che voleva – Yaya Touré escluso – e si ritrova quinto. Mettersi a specchio e ammassare punte non basta, servono equilibri e idee di gioco”.

facebooktwittergoogle_plusmail

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter

Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1nabHDI
via IFTTT http://ift.tt/1GpIptR #inter #interclubpavia #internews