Dopo l’ennesima sconfitta nel derby d’Italia, l’Inter sembra ormai fuori dalla corsa alla Champions League: sotto processo Roberto Mancini, accusato dai tifosi di non essere riuscito a dare un gioco alla squadra e di tenere in panchina i giocatori da lui stesso pretesi
ADDIO CHAMPIONS – Notte da incubo per i tifosi nerazzurri, che hanno visto l’Inter perdere di nuovo allo Juventus Stadium, dopo la recente sonora sconfitta in Tim Cup. L’Inter si è dimostrata – come del resto quasi sempre quest’anno – una squadra incapace di produrre gioco: l’unica vera occasione da gol è arrivata nei minuti finali, quando ormai mancava pochissimo al triplice fischio. Il risultato? Un cinico 2-0 che spezza definitivamente i sogni dei tifosi della Beneamata: il terzo posto dista solo cinque punti, ma con la rinascita della Roma e con il Napoli e la Fiorentina intenzionate a lottare addirittura per lo scudetto, sembra ormai irraggiungibile.
MANCINI A PROCESSO – Se una squadra è il riflesso del proprio allenatore, sul banco degli imputati non può che esserci Roberto Mancini: il tecnico jesino non è mai riuscito a dare un gioco a questa Inter, che scende in campo come una squadra di seconda fascia e che anche ieri sera allo Stadium ha riproposto un calcio piatto, lento e orizzontale. E’ vero, ai nerazzurri manca un regista, un pensatore, un giocatore in grado di far partire la manovra e di creare gioco, insomma: un giocatore in grado di far lievitare la qualità in un centrocampo cingolato, composto da (quasi) tutti mediani. Infatti, quello che molti tifosi si chiedono è: “Perché l’acquisto di Eder, se il problema risiede nella costruzione del gioco?”. Ciò che meno serviva all’Inter è stato acquistato a gennaio. Mancini infine, non è riuscito a trovare il modo di far giocare i migliori giocatori che ha a disposizione: Ljajic, Jovetic e Perisic, pretesi dal tecnico nerazzurro in estate, si sono seduti in panchina nel duecentoventottesimo derby d’Italia e sono stati usati col contagocce nelle ultime partite. I tre slavi sembrano essere ormai finiti nel dimenticatoio.
SPRECO ECONOMICO E OFFENSIVO – La batosta nel derby, la sconfitta nel finale a Firenze, l’umiliazione all’andata delle semifinali di Tim Cup contro la Juventus e l’ennesima sconfitta di ieri sera contro la Vecchia Signora sono lo specchio di questa Inter: un disastro totale, sportivo ed economico, visti gli introiti che non arriveranno probabilmente dalla Champions League e i soldi spesi sul mercato tra sessione estiva e invernale. Ciò che fa più male è considerare il potenziale offensivo lasciato in panchina fin dal 1′ a Torino, dove hanno trovato spazio i “senatori” Palacio e Icardi. Solo cinque minuti più recupero per l’ultimo arrivato – Eder -, qualcosa in più per Perisic e soprattutto Ljajic, mentre Jovetic è rimasto ancora una volta a guardare l’intero match seduto in panchina: su precisa richiesta di Mancini, per loro quattro l’Inter ha sborsato – anzi ha stanziato per poi sborsare successivamente – oltre 60 milioni di euro. Uno spreco ingiustificato come il catenaccio con cui si è presentata l’Inter a Torino.
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