Franco Arturi – firma della “Gazzetta dello Sport” – ha risposto, proprio tramite le colonne della “rosea”, alla domanda di un tifoso che chiedeva se Mancini potesse essere ancora considerato il “Mourinho italiano”
BRUTTO GIOCO – “Siamo andati avanti mesi con il rimbalzo di polemiche fra i tanti che storcevano il naso sul gioco modesto sviluppato dall’Inter e Mancini stesso e i suoi sostenitori, che difendevano la sinfonia degli 1-0, la solidità, l’equilibrio, eccetera. Al punto che sono nati dibattiti sottili, come soltanto noi italiani siamo capaci in tema di calcio. La soluzione, credo oggi accettata da chiunque è la seguente, valida ora e per sempre: se non giochi bene, alla lunga paghi in termini di risultati e di classifica”.
SENZA IDENTITÀ – “Ho invitato spesso a non trarre conclusioni troppo affrettate sul lavoro di Mancini, ma adesso abbiamo dati conclusivi: la squadra divora acquisti, in parte insensati, a ritmo record, non ha un’identità tecnica precisa, vive di insicurezze, purtroppo ora anche societarie. La sfortuna accompagna sempre fasi di confusione totale. Il tempo per uscire da questo marasma ci sarebbe, ma l’allenatore deve correggere se stesso, e subito”.
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