Inter-Palermo: Mancini vola con le ali, il “nuovo” Icardi fa di più Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Tkw3bk Andrea Turano

Mancini Icardi

L’Inter torna a vincere e convincere anche in campionato, dopo l’eccellente prestazione di coppa contro la Juventus. Il 3-1 casalingo contro il Palermo permette a Mancini di trovare più di un motivo per sorridere: finalmente la squadra gira, nonostante qualche errore ancora da limare

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Palermo:

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IL MODULO – A causa di un leggero turnover dopo le fatiche di coppa, l’Inter abbandona momentaneamente il 4-3-3, che ben aveva impressionato in Tim Cup contro la Juventus, e rispolvera il 4-2-3-1: assetto sicuramente più offensivo, ma ben bilanciato dalle scelte effettuate sulle corsie laterali.

PRIMO TEMPO – Fin dai primi minuti si nota la decisione di Mancini sulle fasce rispetto a quanto previsto: Nagatomo è a destra con Ljajic, D’Ambrosio a sinistra con Perisic, mentre Palacio si piazza alle spalle di Icardi. Dopo 10′ di nulla, Palacio e Ljajic si invertono e al primo pallone toccato in posizione centrale il serbo segna. Inter molto distratta: persi due palloni pericolosi nella propria metà campo. Finalmente spiovono cross con continuità e su quello effettuato da Palacio dalla destra al 23′ arriva un gran gol di Icardi, che insacca da vero bomber. Dopo 25′ Mancini inverte i terzini: D’Ambrosio va a destra, Nagatomo a sinistra. Di conseguenza, varia la trequarti: Perisic si sposta a destra, Ljajic va a sinistra e Palacio torna in mezzo. I movimenti di Icardi, che spazia su tutto il fronte offensivo, mandano in crisi la difesa del Palermo. Al 45′ dormita collettiva a partire dalla fascia sinistra coperta male da Nagatomo: inserimento di Vazquez finalizzato con il gol, che riapre i giochi. Il primo tempo termina 2-1: poteva essere 3-0, l’Inter paga un errore per fase.

SECONDO TEMPO – L’Inter rientra in campo con gli stessi undici della prima frazione, ma la ripresa si apre con un Palermo aggressivo che mette l’Inter in difficoltà, chiudendola nella propria area di rigore. Dopo circa 10′, l’Inter si riversa in avanti con Icardi, che fa partire un cross dalla destra: Perisic di testa piazza la palla alle spalle di Sorrentino. Al 66′ primo cambio per l’Inter: fuori Ljajic, dentro Brozovic. Si continua con il 4-2-3-1 con il croato trequartista. Adesso l’Inter gioca in scioltezza: crea sia sulle fasce sia per vie centrali, andando alla ricerca del quarto gol. Al 78′ secondo cambio per Mancini: fuori Palacio, dentro Biabiany. Non cambia il modulo: il francese si piazza largo a destra sulla trequarti. Il Palermo trova fiducia, ma Carrizo smonta subito i sogni rosanero. All’87’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Medel, dentro Melo. L’Inter chiude come ha iniziato, ovvero con il 4-2-3-1 (come da immagine sotto allegata, ndr), variando tre elementi. La partita termina 3-1: finalmente un’Inter degna di questo nome anche in campionato!

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IL PROTAGONISTA – Nelle ultime settimane si è parlato tanto, fin troppo. E male. Non segna, segna poco, non si muove, si muove poco, non è decisivo, è decisivo poco. Tutto questo per descrivere, o meglio criticare, il giocatore che più di tutti ha impressionato contro il Palermo per il cambio di marcia a livello di gioco: Mauro Icardi. Il capitano dell’Inter segna – e non è una novità -, e fa segnare. La vera novità è, invece, il fatto che Icardi si muova su tutto il fronte offensivo, senza dare punti di riferimento alla difesa del Palermo: Icardi è prima punta, Icardi è ala, Icardi a tratti è anche trequartista. Atteggiamento positivo in campo e fuori, sempre decisivo. Leader ritrovato.

IL COMMENTO – Chi ha da ridire sulla prestazione dell’Inter contro il Palermo è sicuramente in malafede. OK sottolineare gli errori fatti, ma nell’arco dei 90′ sono senza alcun dubbio molto più in vista le positività mostrate. Il gol regalato al Palermo non è accettabile, perché arrivato in seguito a una leggerezza al minuto 45′. Poca concentrazione, troppa disattenzione: un film già visto. Qualche altro errore nella gestione della palla e forse l’incapacità di finalizzare tutte le ottime occasioni create: poteva terminare 5-0, ma anche il 3-1 finale non è da buttare, anzi. Finalmente l’Inter crea azioni e gioca bene a calcio, facendo vedere ottime cose individuali – soprattutto in avanti e sulle fasce – e di squadra, perché tutti si sono sacrificati per raggiungere la vittoria. Punto debole dell’undici titolare – rimaneggiato in alcuni elementi – è senza dubbio la coppia di terzini formata da Nagatomo e D’Ambrosio: avere in panchina Santon e Telles, che avevano bisogno di rifiatare dopo la doppia sfida contro la Juventus (l’italiano stremato in coppa, il brasiliano in campionato), può essere un margine di crescita per l’Inter. Per il resto, c’è ancora tanto da lavorare, ma è questa la via giusta: Mancini, continua così, dando fiducia incondizionata ai vari Kondogbia e Perisic, perché sono veramente validi. Oltre a Icardi, ovvio.

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