L’Inter e la forza della tradizione – GdS Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1QFHI19 Giulio Di Cienzo

Roberto Beccantini sulla “Gazzetta dello Sport” analizza le tendenze tattiche storiche dell’Inter. Dagli anni cinquanta fino a Mourinho, l’editorialista identifica l’Inter come una squadra legata alla tradizione.

TRADIZIONE – Beccantini sulla “Gazzetta dello Sport” scrive che la storia tattica dell’Inter parla chiaro: si punta sulla tradizione. Dagli inizi fino all’ultimo ciclo vincente il dna dei nerazzurri non è cambiato.

LA STORIA – L’analisi parte dagli anni cinquanta. Il doppio scudetto dell’inter di Foni nel 1953-1954 si fonda su sofisticate coperture soprattutto il primo anno, con l’ala destra, Gino Armano, che s’improvvisa terzino e Ivano Blason, a sua volta, battitore libero. Poi arrivò Herrera, che attorno a Picchi e Suarez costruì la Grande Inter, fondata su difesa e contropiede. «Taca la bala», il catenaccio come manifesto. Una tradizione tutelata dallo scudetto dei record firmato Trapattoni.

TEMPI RECENTI – In epoca moderna, Mancini prima e Mourinho poi hanno portato l’Inter verso una terza via con compromessi strategicamente ambigui. Non una rivoluzione stile Sacchi o Guardiola, ma striature di follia sulla tradizione nerazzurra.

TENTATIVO – Il vero tentativo di rivoluzione fu nel 1991, quando Pellegrini portò in panchina Orrico al posto di Trapattoni. Si potevano rompere le consuetudini societarie, ma il fiammifero della curiosità si bruciò subito. Troppo forte la tradizione nell’Inter.

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