Ausilio: “I media? Troppe bugie sull’Inter! Icardi resta, Perisic…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1nBLVZ4 Ivan Vanoni

Ausilio

Piero Ausilio, ds dell’Inter, è stato intervistato in esclusiva da Fabrizio Biasin di “Libero”, dove ha parlato dell’eccessivo accanimento dei media contro l’Inter, del futuro di Mauro Icardi e della “tecnica Ausilio”, ovvero la capacità di comprare giocatori tramite comode rateizzazioni

LA TECNICA AUSILIO – «Pagare un giocatore a rate? Basta essere sinceri con la controparte. “Queste sono le nostre condizioni, prendere o lasciare”. A volte ti dicono di sì, altre volte ti tocca rinunciare. Sembra facile, ma non lo è mica tanto. Ci sono Paesi in cui se dici “diritto o obbligo di riscatto” ti guardano storto. Vogliono i soldi. Tutti. E glieli devi dare altrimenti ciao-ciao. Un esempio è Perisic. Con il Wolfsburg abbiamo provato in tutti i modi a dilazionare, ma non c’è stato verso. In Germania e Inghilterra il termine “rateizzazione” non piace, sfrutto il nome dell’Inter ma a volte dobbiamo arrenderci».

AUTOFINANZIAMENTO – «Molti non ci credono, ma il nostro mercato è totalmente autofinanziato. Nelle ultime due sessioni abbiamo mosso 28 giocatori: 13 in entrata e 15 in uscita per un bilancio vicinissimo allo zero. Le rate? Sappiamo quello che facciamo. Nel mondo dei media c’è troppa superficialità. Shaqiri, per dire: al Bayern dobbiamo 15 milioni in 3 rate, lo Stoke ce l’ha pagato la stessa cifra ma in un’unica soluzione. Questo genere di operazioni ci permettono di andare a caccia di altri giocatori, eppure in giro si dice “l’Inter ha buttato 15 milioni”».

SCOUTING – «Lo scouting esiste? Eccome se esiste. Da noi fa capo a Massimiliano Mirabelli che gestisce dieci osservatori: sono bravissimi. Per Murillo sono stati fondamentali: era un difensore semi-sconosciuto che stava lottando per non retrocedere con il Granada. Mirabelli insisteva e aveva ragione. Un altro prodotto dello scouting è Brozovic. Su indicazione di Mirabelli io e Mancini andiamo a vedere Italia-Croazia a San Siro. Osserviamo Marcelo e in contemporanea ci innamoriamo anche di Perisic».

ICARDI – «Bene, parliamo di Icardi. Icardi è un professionista esemplare, tra i primi ad arrivare al campo e uno degli ultimi ad andare via, pensa a lavorare e a stare con la moglie e i 4 bambini, non ha grilli per la testa, dice da mesi che all’Inter vuole restare a lungo, la società su di lui vuole costruire i prossimi 10 anni e non a caso è il capitano, eppure quando si parla di lui si dicono solo due cose: “Icardi è poco serio” e “l’Inter lo venderà di sicuro”».

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