Nel suo editoriale per il sito “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin, giornalista di “Libero”, ha riassunto l’ultima settimana in casa Inter e si è proiettato sulla partita che i nerazzurri giocheranno sabato prossimo in casa della Roma.
CHIAREZZA – “Cose di Inter. In settimana mi sono fatto un bel giro ad Appiano. Ho rotto le balle a molti, soprattutto a Piero Ausilio. Delle due ore e mezza di incontro avete già letto, c’è chi mi ha scritto “Biasin leccaculo”, chi “ma davvero credi che non ci sia alcun problema?”, altri banalmente si fidano, ma sono la minoranza. Il problema è tutto lì: in Italia domina la cultura del sospetto e quindi se Ausilio dice “si va avanti con Roberto Mancini a prescindere dal terzo posto” chi ascolta pensa “sì, e le marmotte confezionano la cioccolata”; se Erick Thohir dice “abbiamo le idee chiare e piani già pronti a seconda di come finirà il campionato” il tifoso medio è certo che “quello le spara grosse perché ha già preparato le valigie e presto si leverà dai maroni”. Mettiamola così, se stanno raccontando fandonie lo stanno facendo molto bene: chi scrive si è imbattuto in una società organizzata, consapevole di dover affrontare una montagna di problemi ma attrezzata per la scalata. Ausilio ha già avviato il mercato per la squadra 2016-2017, d’accordo con il suo presidente e con l’allenatore sta lavorando per portare ad Appiano massimo quattro o cinque innesti, sa anche che in caso di mancata Champions League dovrà adoperarsi per vendere al meglio qualche giocatore, probabilmente un paio di pezzi grossi e tutta una serie di giovani che mai vengono considerati e comunque portano diversi quattrini. Mauro Icardi resterà a meno che improvvisamente non decida che Milano gli va stretta, cosa che esclude in continuazione ma alla quale nessuno crede per la solita cultura del sospetto. Il club a gennaio ha già rispedito al mittente “due offerte per giocatori sui quali vogliamo costruire il futuro”, parola di Ausilio. Il resto è nelle mani dello stesso direttore sportivo che ha già individuato “un giocatore dell’attuale serie A, offensivo e duttile. Ci piace, lo seguiamo”. Difficile stabilire chi sia, anche se l’identikit ci indirizza verso Roma, sponda Lazio”.
DENTRO O FUORI – “Il resto dipende dal match di sabato, decisivo per capire che tipo di finale di stagione attende i nerazzurri. Dopo due mesi passati a massacrare l’allenatore (sottoscritto in primis) è giusto riconoscere al tecnico almeno qualche merito. Sabato l’Inter potrà mettere in campo all’Olimpico una squadra più che competitiva in attacco nonostante le assenze di Icardi e Rodrigo Palacio. Questo grazie a una rosa ampissima da trequarti in su; il centrocampo a sua volta sta finalmente trovando certezze. Geoffrey Kondogbia ha ancora dei limiti, ma “di lui siamo contenti al di là delle chiacchiere – conferma Ausilio – Il suo problema è l’approccio alla gara, fatica nei primi dieci minuti e negli ultimi dieci, questo perché negli altri settanta dà l’anima. Noi lo vediamo, molti fanno finta di non vederlo”. Il resto lo deciderà il campo. Come sempre”.
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