“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter, meglio se qualcosa di sommerso o particolare. Dopo Inter-Bologna si parla del ruolo di Marcelo Brozovic.
UOMO TATTICO – In Inter-Bologna con l’uscita di Mauro Icardi per infortunio e l’ingresso di Geoffrey Kondogbia tutti si aspettavano un cambio di modulo, dal 4-2-3-1, o 4-4-2 se preferite, iniziale al 4-3-3 vista l’uscita del centravanti per un centrocampista. Invece Mancini ha mantenuto lo schieramento tattico iniziale, e ha potuto farlo grazie a Marcelo Brozovic.
DIVERSI RUOLI – Nel corso della partita il croato ha messo in mostra tutta la sua duttilità tattica. Brozovic è partito come mediano di destra nel 4-2-3-1 in coppia con Medel, col cileno più posizionale e preoccupato delle coperture difensive e lui deputato a impostare e salire con la palla. Col l’ingresso di Kondogbia la scelta naturale era il passaggio a una mediana a tre, col francese e il croato ai lati del Pitbull. Ma Mancini ha invece deciso di spostare Medel sul centrodestra, mettere Kondogbia come mediano in coppia con lui sulla sinistra e alzare Brozovic come esterno. Una mossa già provata da Mancini in altre occasioni, per dirne due contro la Juventus a San Siro e contro il Cagliari in Coppa Italia, che ricorda per certi versi l’uso di Stankovic fatto dallo stesso tecnico di Jesi nella sua prima esperienza all’Inter.
Brozovic ha risposto con una prova di sostanza, anche se con qualche imprecisione di troppo. Ha giocato principalmente largo a destra, ma si è trovato anche trequartista ed esterno sinistro, assecondando gli spostamenti di Ljajic e Perisic, muovendosi tanto sia incontro per cucire la manovra che in profondità per portare il pressing. In questa fase è stato decisamente il più attivo dell’attacco insieme ad Eder, arrivando diverse volte dalle parti di Mirante.
La sua capacità di fare da punto di riferimento sulla trequarti è confermata dai numeri di FourFourTwo: dei 53 passaggi tentati da Brozovic ben 33 sono arrivati in zona d’attacco, il dato migliore di tutta la squadra. Spostato più avanti ha chiaramente attitudini più da centrocampista di raccordo che da punta, ma le sue qualità permettono a Mancini di esplorare più moduli senza bisogno di cambi
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