Piero Ausilio rivela diversi dettagli delle trattative passate e tanti retroscena negli studi di “Inter Channel”, in occasione del format Inter Nos. Il Direttore Sportivo parla del possibile colpo Cavani nell’anno del Triplete, ma anche del terzo posto e dell’interessamento per Milik. Di seguito le sue parole
CAVANI E I RIMPIANTI – «Ricordo quella trattativa. Io lavoravo con Branca, sapevo quello che accadde. L’opportunità di prenderlo ci fu, eravamo vicinissimi, poi non venne Cavani, ma arrivò Pandev a parametro zero e si vinse tutto. Non si può pensare ad un rammarico. Magari è arrivato un giocatore diverso in quel momento, ma più funzionale e fu determinante per i successi in quella stagione».
TERZO POSTO – «La società è concentrata sulla possibilità di centrare il terzo posto, non vuol dire essere sicuri di centrarlo, ma faremo il possibile e l’impossibile per provarci. In Italia ci sono almeno sette squadre competitive. Solo due riescono ad andare in Champions, magari una per un punto non arriva e non vuol dire che è un fallimento. Vuoi dire fare analisi e costruire la stagione successiva».
MILIK – «E’ un giovane interessante, ha avuto un percorso particolare, era stato acquistato dal Leverkusen, ma non fece bene. Poi venne mandato a maturare all’Ajax. Lì si sta affermando. A differenza di quello che si pensa, lo stiamo seguendo, ma non c’è nulla di più. Quando si tratta di giovani interessanti non ci siamo solo noi, ma è giusto seguirli».
REGISTA E MERCATO – «Sul mercato non c’era disposizione o possibilità economica per comprare un giocatore che facesse al caso nostro. Si può anche giocare senza regista. Se si trova il nuovo Pirlo, ci mancherebbe: farebbe comodo a chiunque, ma se non hai la possibilità di trovare un giocatore che ti migliora è inutile. Abbiamo buonissimi centrocampisti, alcuni per età o per altri motivi possono dare ancora tanto all’Inter. Abbiamo vinto anche senza regista, non tutte le squadre lo hanno».
NEYMAR E I GRANDI COLPI – «Neymar? Non è un giocatore cedibile. Neymar farà 10-15 anni al Barcellona. Va al di là dei bilanci, il Barcellona non se ne priverebbe mai anche per una questione politica. Cristiano Ronaldo? Tutto può succedere».
SETTORE GIOVANILE – «I nostri talenti? Tanti giocano in serie A o in campionati importanti. Si sottovaluta il lavoro con i giovani, ma abbiamo prodotto tanti calciatori per i campionati maggiori d’Europa. Qualcuno ha fatto più carriera, ma li ricordo tutti con soddisfazione. Per Donati si faceva fatica a trovare una squadra di serie B; Ricordo con affetto Pandev, Destro, ma anche Bonucci. Avevano qualità e grande personalità, ma anche tanta voglia di arrivare».
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