Beppe Bergomi ha parlato della sua ventennale esperienza all’Inter nel corso di un’intervista concessa a “Panorama”. In particolare l’attuale commentatore di Sky si è soffermato sui suoi primi anni in nerazzurro e sul rapporto conflittuale con Corrado Orrico.
MARINI E MURARO – «Il mio primo ringraziamento va a Giampiero Marini, il Pirata. Fu lui a farmi da chioccia, quando a 16 anni entrai nel giro della prima squadra. Compagni di camera all’Inter e poi in Nazionale. Parlavamo anche in dialetto milanese, noi della Bassa. Devo poi anche un ringraziamento a Carletto Muraro che mi scorazzava ad Appiano Gentile per l’allenamento. Non avevo ancora la patente e lui, premuroso, mi aspettava fuori dalla fermata della metropolitana. Gran giocatore Muraro, velocissimo, capace di vedere la porta come pochi, fu un po’ schiacciato da Altobelli e Beccalossi, il tandem di Brescia. Alla fine Bersellini chiedeva a lui di sacrificarsi e rientrare a coprire».
IL RAPPORTO CON ORRICO – «Sono talmente tanti gli avvenimenti accaduti che potrei scrivere un libro su quei sei mesi, ma preferisco sorvolare e non fare polemiche. A Orrico voglio riconoscere però di essere stato uno dei pochi allenatori a prendersi le sue responsabilità e dimettersi senza aspettare il più conveniente esonero».
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