Si ferma la striscia di vittorie di Inter (e Roma), che in casa del nemico non va oltre l’1-1, dopo essere andata in vantaggio a inizio ripresa. Un pareggio che crea amarezza: per una serie di sfortunati eventi la Roma si è ritrovata da +2 a +5, grazie al gol del pareggio. Nonostante ciò, Mancini può dirsi ampiamente soddisfatto
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare la Roma:
IL MODULO – Non potendo contare sull’apporto di Kondogbia, Mancini adotta il 4-2-3-1, in modo da poter sfruttare al meglio Biabiany e Perisic larghi sulla trequarti, lasciando la mediana a due. L’assenza di Palacio, Jovetic e Icardi non permette all’Inter di giocare con un centravanti di ruolo, quindi Eder si piazza al centro in cerca di fortuna.
PRIMO TEMPO – Niente pretattica per Mancini, fasce confermate: D’Ambrosio-Biabiany a destra, Nagatomo-Perisic a sinistra. Partita subito giocata a ritmi alti, il 4-2-3-1 dell’Inter si sviluppa ovviamente sulle fasce: il primo pericolo è una sventagliata di Biabiany dalla destra per Perisic, che batte a rete trovando Florenzi sulla traiettoria. La Roma fa la partita e l’Inter si difende all’altezza, ma appena arriva sulla trequarti della Roma è un pericolo. Eder assente ingiustificato dopo metà tempo, mentre le ali danno l’impressione di poter fare la differenza. Difesa dell’Inter insuperabile e precisa nei movimenti, anche in occasione dell’azione di Salah, che segna dopo essere stato pescato in fuorigioco. Il primo tempo termina 0-0: bella sfida, ma servono i gol.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche, ma l’Inter trova il gol alla prima vera occasione: al 53′ segna Perisic su intuizione di Brozovic. Per Perisic solita diagonale vincente dalla sinistra. Roma costretta a cambiare assetto tattico inserendo Dzeko, che dà subito lavoro a Miranda e Murillo, ma anche ad Handanovic. L’Inter mette in mostra grande grinta e propensione al sacrificio, mentre la Roma inizia ad attaccare con insistenza. Tutti i giocatori dell’Inter si muovono con consapevolezza, difendendo il vantaggio e cercando la seconda rete. All’81’ primo cambio per l’Inter: fuori Biabiany, dentro Manaj. Si rimane con il 4-2-3-1, ma l’albanese si piazza centravanti, Eder scala sulla fascia destra. All’84’ Nainggolan trova il pareggio sfruttando un assist involontario di Dzeko. All’86’ secondo cambio per Mancini: fuori Ljajic, dentro Melo. Il brasiliano si piazza di fianco a Medel, mentre Brozovic si alza sulla trequarti (come da immagine sotto allegata, ndr). La partita termina 1-1: amaro in bocca per l’Inter, la Roma tira un sospiro di sollievo.
IL PROTAGONISTA – All’appuntamento con la critica non è mai mancato, anche grazie – o per colpa, dipende dai punti di vista – a Mancini, che gli ha messo “contro” i tifosi dopo l’acquisto di Telles e soprattutto in seguito alle ottime prestazioni del terzino sinistro brasiliano. In Roma-Inter è tornato alla origini, fornendo un’eccellente prestazione: Yuto Nagatomo. Dopo alcune prestazioni di dubbio gusto e parecchio tempo trascorso sulla corsia destra, Mancini lo ripropone a sinistra per limitare – annullare è un termine inadatto – le sgroppate di Salah, che fatica non poco a superare il terzino nipponico. La prestazione di Nagatomo è assolutamente positiva: pulito e preciso in chiusura, utile in fase di possesso palla. Giocasse sempre così, verrebbero giustificate le panchine di Telles. Ritrovato.
IL COMMENTO – Questa volta Mancini stupisce davvero tutti per la scelta della formazione iniziale: 4-2-3-1 con quattro punte e il solo Brozovic ad affiancare Medel davanti alla difesa. Un’Inter quasi spregiudicata, ma che in campo mostra equilibrio e compattezza viste rare volte. Nonostante i quattro forfait pesanti, si poteva optare per il 4-3-3 (in campo Melo) o addirittura sul 4-4-2 (con Nagatomo avanzato a centrocampo e Telles in difesa), invece Mancini ha scelto la carta Biabiany e tutto sommato ha avuto ragione. Per una mossa vincente, però, ce n’è anche una perdente: la sostituzione mancata. Dopo l’1-0 e il cambio di Spalletti, che ha riordinato la Roma con Dzeko centravanti nel 4-2-3-1, l’Inter ha iniziato a soffrire e qualcosa andava modificato: il cambio è arrivato troppo tardi, quando ormai la frittata era fatta. L’ingresso in campo di Melo per Ljajic ha poco senso, semmai nel finale poteva entrare Manaj (che ha sostituito lo stremato Biabiany, ma che avrebbe potuto trovare spazio anche al posto del “fantasma” Eder), così come avrebbe potuto trovare spazio Telles per rimettere freschezza e corsa sulle fasce, invece Mancini ha preferito sfruttare solo due cambi su tre. Sia chiaro: il cambio mancato e le sostituzioni (non) fatte non hanno condizionato la partita, visto che il gol della Roma è arrivato in maniera piuttosto rocambolesca, ma l’obiettivo era portare a casa i tre punti soffrendo il meno possibile e magari trovando il secondo gol, quindi… Un vero peccato, però adesso bisogna crederci: l’Inter deve vincerle davvero tutte, se la Roma (e la Fiorentina) si fermano, meglio tenersi pronti.
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