Moggi: “Calciopoli? Io vittima di lobbing Facchetti! Simoni…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1LPxTim Viviana Campiti

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Luciano Moggi – sulle pagine del quotidiano “Libero” – torna a parlare di calciopoli, ribadendo la sua estraneità ai fatti nonostante le numerose condanne e infangando ancora una volta la memoria di Giacinto Facchetti. L’ex dirigente bianconero attacca anche Gigi Simoni, reo di parlare troppo

MOGGI VITTIMA E FACCHETTI CARNEFICE – «Siamo tornati al tempo di calciopoli quando la Juventus vinceva in Italia, in Europa e nel mondo. La Juve aveva 11 milioni di tifosi sparsi nel mondo, ma pochi nei media, ne aveva però altrettanti contro, tanti nel mondo dell’informazione. Morti Gianni, Umberto Agnelli e l’avvocato Chiusano, rimasta senza protezione in un mondo in cui la parola «scrupolo» è sconosciuta ai più, i tifosi di altra fede e non solo riuscirono ad inventare di tutto e di più. Caricando così sulle spalle della Juve tutte le malefatte immaginabili, quelle magari compiute dalle loro società. Trovarono anche un caprio espiatorio che a quel tempo stava conducendo, assieme a Bettega e Giraudo, la Juve sul tetto del mondo: il sottoscritto. Prova lampante di questo è il risultato della querela intentata nei miei confronti da Gianfelice Facchetti: le motivazioni di quel processo dicono che il presidente Facchetti faceva lobbing con gli arbitri, eppure gli oppositori riuscirono a far credere il contrario e siccome le bugie ripetute diventano poi realtà, divenimmo zimbelli di mezza Italia. Si arrivò alla squalifica seguendo il sentimento popolare».

SIMONI CHIACCHIERONE – «Adesso, come allora, il più tranquillo degli oppositori dice che la Juve «ruba»: proprio come nel 2006. La tattica è sempre la stessa, fare pressione sugli arbitri cosicché non sbaglino a favore dei bianconeri. La loro direzione sarà giudicata positiva solo se daranno contro alla Signora, guai invece per il contrario. Un esempio persistente di malalingua ad esempio è l’allenatore Simoni, regolarmente protagonista quando la Juve incontra l’Inter. Leggete cosa scrive la rosea: «Il 31 agosto 1997 si gioca la prima di campionato Inter-Brescia, a 18’ dalla fine la partita ancorata sullo 0-0, Simoni fa entrare Recoba e l’Inter vince con due gol del Chino». In quel preciso momento l’allenatore nerazzurro sapeva di fare cosa irregolare facendo giocare un atleta il cui passaporto era stato falsificato. Per questo fatto fu condannato l’allora dg nerazzurro, eppure Simoni continua a parlare…».

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