Javier Zanetti – dopo aver lodato Mourinho in contrapposizione a Sarri – a “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia risponde su vari argomenti: dall’ultimo derby alla crisi attuale dell’Inter, passando per vittorie in carriera ed errori arbitrali
ULTIMO DERBY IN PANCHINA – Non può mancare un pensiero sulla panchina di Javier Zanetti nel suo ultimo derby milanese: «Giocare mezz’ora nell’ultimo derby in carriera? Pensavo di fare anche qualcosa di meno, 5 minuti? (ride, ndr) Ho avuto grande rispetto per la scelta di Mazzarri, ma sono sincero nel dire che volevo giocare almeno 10 minuti. Ho accettato con grande rammarico la scelta, purtroppo abbiamo perso anche la partita: è andata così, pazienza».
DUE MOMENTI MIGLIORI – «Il momento più bello con l’Inter è stato a Madrid (Champions League 2010, ndr), ma anche a Parigi (Coppa UEFA 1998, ndr), dove ho fatto pure gol. Però a Madrid fu spettacolare, anche arrivare a San Siro alle 5 di mattino con tutti i tifosi. L’Inter del 2010 era una squadra di grande personalità e con un allenatore molto intelligente come Mourinho. Abbiamo vinto tutto grazie alla forza del gruppo».
INTER ARRABBIATA DOPO IL TORINO – «Moratti è stato molto chiaro: vuole rimanere con noi e rinforzare ancora di più la società. Al terzo posto dobbiamo crederci sempre, ma a questo punto è molto complicato. L’errore dell’arbitro su Nagatomo è grave perché ci fa rimanere in nove, senza togliere meriti al Torino che ha fatto una grande partita. Moratti era arrabbiato, anche Thohir, ma soprattutto c’è grande delusione, come quella che hanno i tifosi».
L’INIZIO DELLA FINE – «Fino a Inter-Lazio eravamo una squadra molto solida, poi ci sono stati tanti errori nostri che ci hanno portato a questa classifica attuale. Nelle ultime sette partite dovremo fare del nostro meglio per recuperare. Anche quando eravamo primi sapevamo che l’obiettivo era un altro e ci sarebbe stato il momento di difficoltà, ma non pensavamo sarebbe durato così. La fiducia nei confronti di Mancini è totale».
MILANO IN CRISI E RITIRO – «Chi sta peggio tra Inter e Milan? Dispiace per Milano, che merita di lottare per traguardi più alti. La realtà oggi è questa, bisogna accettarla. Sono sempre positivo, sono certo che ci riprenderemo. Il ritiro con un gruppo intelligente serve, può essere positivo, se no in caso contrario non è semplice».
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