Inter del futuro: Enrico Baldini, dribbling e fantasia Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1MjXPCZ Enrica Panzeri

Baldini

Le giovanili dell’Inter sono da anni motivo di vanto per la società. Per dimostrare l’eccellenza del settore basti ricordare i trofei vinti, gli attestati di stima ricevuti a livello italiano ed europeo, ma, soprattutto, i tanti giocatori che, partendo dal vivaio interista, sono riusciti a spiccare il grande salto nel calcio professionistico. Fra i nerazzurri ci sono oggi altri talenti, poco noti alla maggioranza, pronti a raccogliere il testimone: iniziamo a conoscerli

STRANIERI E ITALIANI – I tornei vinti e, soprattutto, i ragazzi inseriti nel calcio professionistico, rappresentano la migliore certificazione dell’eccellente lavoro svolto negli anni dalle giovanili interiste. Questi risultati non riparano il club nerazzurro dalle critiche, inevitabili in un contesto in cui le variabili rimangono infinite. Una delle rimostranze più paradossali, in un mondo ormai globalizzato, riguarda una presunta scarsa attenzione al mercato italiano. Secondo questa corrente di pensiero, i vivai dovrebbero concentrarsi esclusivamente su “prodotti” autoctoni, chiudendo le frontiere alle promesse estere. In realtà, le giovanili di tutti i maggiori club europei ricercano un equilibrio fra la promessa locale e quella straniero, seguendo l’esempio di quello che rappresenta forse il modello per tutti: la cantera del Barcellona. Un vivaio capace di formare talenti catalani come Xavi e Piqué e, al contempo, di individuare prima di tutti i concorrenti, un Lionel Messi poco più che bambino, dall’altra parte dell’Oceano. L’Inter, accusata superficialmente di occuparsi soprattutto di ragazzi stranieri, negli anni ha formato vari giocatori italiani, approdati al professionismo e anche oggi, nella sua Primavera, può contare su alcuni elementi da anni nel giro delle nazionali giovanili azzurre.

CAMMINO NERAZZURRO – Fra questi spicca il nome di Enrico Baldini. Attaccante o ala, preferibilmente sinistra, ma in grado di ben figurare anche a destra, nato a Massa nel novembre del 1996, nella squadra di Stefano Vecchi si distingue per essere uno degli elementi più fantasiosi e capaci di orientare la partita con una singola giocata. Fu nella Carrarese che mosse i primi passi, da bambino, per poi passare allo Spezia, società all’epoca molto vicina al club nerazzurro, che, dopo gli ottimi resoconti ricevuti dagli osservatori, decise di tesserarlo nell’agosto del 2011. Inserito negli Allievi interisti, si confermò uno dei prospetti italiani più promettenti, grazie soprattutto alle sue doti tecniche e alla sua velocità. Con la promozione in Primavera, nell’estate di due anni fa, giunsero anche le prime attenzioni dalla prima squadra, tanto da essere prima convocato durante gli allenamenti ad Appiano Gentile e poi schierato in alcune amichevoli. A suggello della sua costante crescita, nel dicembre del 2014, giunse il debutto in Europa League, contro il Qarabag; un “punto di partenza e non di arrivo”, come gli ricordò il tecnico Roberto Mancini.

CARATTERISTICHE – Il giovanissimo attaccante, al ritorno in Primavera, festeggiò la conquista del Torneo di Viareggio, di cui fu uno dei protagonisti. A fine stagione l’Inter ha deciso di ritardare il suo approdo nel professionismo, preferendo trattenerlo per un altro anno come fuoriquota. Una scelta motivata dalla necessità di permettergli di completare lo sviluppo fisico, indispensabile per confrontarsi con il calcio dei “grandi”. In questi mesi Baldini ha così potuto lavorare sulla parte atletica, senza smarrire la brillantezza e la velocità che lo contrassegnano. Destro naturale, ama giostrare sulla fascia sinistra, dove può dribblare gli avversari e rientrare, per scoccare il tiro con il suo piede preferito. Ha dimostrato però di sapersi esprimere a buoni livelli anche sulla fascia opposta, soprattutto grazie agli sforzi effettuati nel tempo per migliorare il mancino, con cui oggi riesce a crossare e a tirare senza eccessivi intralci. Ama duettare con i compagni e partecipare al gioco della squadra, come gli ha insegnato il suo modello Palacio, ma, grazie alla sua rapidità negli spazi brevi, sa puntare la porta e beffare la difesa avversaria muovendosi sul filo del fuorigioco. Destinato a lasciare l’Inter a fine stagione, ma solo a titolo temporaneo, il suo nome sarebbe già sui taccuini di alcune società di Serie B, con cui potrà iniziare una nuova crescita nel calcio professionistico.

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