Icardi: “Amo stare in area. I miei riferimenti? Batistuta ed Eto’o” Intervistato in esclusiva dal “Corriere della Sera”, Mauro Icardi ha parlato delle sue caratteristiche come attaccante, raccontando anche chi sono i modelli principali a cui si ispira ATTACCANTE D’AREA – «Il gol di Frosinone? Su un cross il vero numero 9 schizza spontaneamente sul primo palo. Poi non tutti hanno la qualità di fare quel tipo di gol. È questione di una frazione di secondo, è la differenza tra uno normale e uno bravo. Da quando c’è Mancini cerco di uscire un po’ di più dall’area, ma stare lì dentro è la mia più grande qualità. L’anno scorso provavo a venire fuori, quest’anno meno: ci sono Ljajic, Jovetic, Palacio che fanno quel lavoro. Preferisco attaccare la profondità e stare dentro l’area». RIFERIMENTI – «Come riferimento da bambino avevo Batistuta. Poi sono andato a Barcellona e ho amato Eto’o: in area la metteva sempre dentro, di punta, di petto, di testa, come veniva. Io i gol li ho sempre fatti, sono un attaccante. Venti gol? Quest’anno sono già 14 e ho avuto un infortunio all’inizio che mi ha condizionato. L’anno passato ne ho segnati 22, la porta la prendo insomma». OPPORTUNISTA – «In Europa cambiano i sistemi di gioco, l’intensità è diversa, più alta e preferisco quei ritmi. Certo è più facile giocare a basse velocità. Con i più bravi però è più stimolante. E poi io sono un attaccante puro. Più che lo scontro fisico con il difensore cerco di rubargli il tempo alle spalle. Il furto dell’attimo è la mia dote migliore. Inoltre mi viene naturale colpire di testa, provare ad arrivare primo sul pallone. L’anno scorso mi intendevo bene con Kovacic, giocavo più sul movimento dei difensori e mi infilavo dietro tra le linee». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1RVjfXv

via Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/1V2XAPA Icardi: “Amo stare in area. I miei riferimenti? Batistuta ed Eto’o”
Intervistato in esclusiva dal “Corriere della Sera”, Mauro Icardi ha parlato delle sue caratteristiche come attaccante, raccontando anche chi sono i modelli principali a cui si ispira

ATTACCANTE D’AREA – «Il gol di Frosinone? Su un cross il vero numero 9 schizza spontaneamente sul primo palo. Poi non tutti hanno la qualità di fare quel tipo di gol. È questione di una frazione di secondo, è la differenza tra uno normale e uno bravo. Da quando c’è Mancini cerco di uscire un po’ di più dall’area, ma stare lì dentro è la mia più grande qualità. L’anno scorso provavo a venire fuori, quest’anno meno: ci sono Ljajic, Jovetic, Palacio che fanno quel lavoro. Preferisco attaccare la profondità e stare dentro l’area».

RIFERIMENTI – «Come riferimento da bambino avevo Batistuta. Poi sono andato a Barcellona e ho amato Eto’o: in area la metteva sempre dentro, di punta, di petto, di testa, come veniva. Io i gol li ho sempre fatti, sono un attaccante. Venti gol? Quest’anno sono già 14 e ho avuto un infortunio all’inizio che mi ha condizionato. L’anno passato ne ho segnati 22, la porta la prendo insomma».

OPPORTUNISTA – «In Europa cambiano i sistemi di gioco, l’intensità è diversa, più alta e preferisco quei ritmi. Certo è più facile giocare a basse velocità. Con i più bravi però è più stimolante. E poi io sono un attaccante puro. Più che lo scontro fisico con il difensore cerco di rubargli il tempo alle spalle. Il furto dell’attimo è la mia dote migliore. Inoltre mi viene naturale colpire di testa, provare ad arrivare primo sul pallone. L’anno scorso mi intendevo bene con Kovacic, giocavo più sul movimento dei difensori e mi infilavo dietro tra le linee».

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter

, via Inter-News http://ift.tt/1RVjfXv Follow me on Facebook at http://ift.tt/1e7KptS Inter Club C’è solo l’Inter Pavia #inter