Icardi: “Ecco perché non simulo mai. Contro di noi Belotti…” Mauro Icardi, intervistato in esclusiva dal “Corriere della Sera”, ha parlato della sua correttezza in campo, lanciando anche una frecciata a Belotti che con una simulazione plateale ha permesso al Torino di vincere a San Siro contro l’Inter SIMULAZIONI E PROTESTE? NO GRAZIE – «Sono un capitano atipico perché non protesto? Vado quando devo. Bisogna capire le situazioni. Che senso ha protestare per un fallo che c’è? A volte mi tirano la maglia, non cado e non mi danno il rigore anche se c’è. In questo non aiuto l’arbitro, non lo traggo in inganno ma non gli faccio nemmeno vedere il fallo. Non mi piace cascare per provare a prendere qualcosa. Contro di noi Belotti del Torino è stato furbo: ha realizzato che il pallone gli era sfuggito, ma ha notato l’incrocio di Nagatomo e si è buttato. Io quella cosa lì non la so fare». CAPITANO ESEMPLARE – «Sono andato via di casa a 13 anni e stavo da solo a Barcellona. Ho sempre scelto di accompagnarmi ai più grandi. Tutto questo mi ha fatto maturare. Questa Inter è un gruppo di bravi ragazzi, non ho bisogno di fare il cattivo. Non ho mai sopportato i compagni che in campo urlano, mi innervosiscono e basta. Ha più efficacia una parola detta bene e con calma. Così faccio, ti prendo da parte e ti parlo. E poi conta quello che fai e sei. Gli altri ti guardano, l’esempio vale più delle parole». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1Nplixz

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Mauro Icardi, intervistato in esclusiva dal “Corriere della Sera”, ha parlato della sua correttezza in campo, lanciando anche una frecciata a Belotti che con una simulazione plateale ha permesso al Torino di vincere a San Siro contro l’Inter

SIMULAZIONI E PROTESTE? NO GRAZIE – «Sono un capitano atipico perché non protesto? Vado quando devo. Bisogna capire le situazioni. Che senso ha protestare per un fallo che c’è? A volte mi tirano la maglia, non cado e non mi danno il rigore anche se c’è. In questo non aiuto l’arbitro, non lo traggo in inganno ma non gli faccio nemmeno vedere il fallo. Non mi piace cascare per provare a prendere qualcosa. Contro di noi Belotti del Torino è stato furbo: ha realizzato che il pallone gli era sfuggito, ma ha notato l’incrocio di Nagatomo e si è buttato. Io quella cosa lì non la so fare».

CAPITANO ESEMPLARE – «Sono andato via di casa a 13 anni e stavo da solo a Barcellona. Ho sempre scelto di accompagnarmi ai più grandi. Tutto questo mi ha fatto maturare. Questa Inter è un gruppo di bravi ragazzi, non ho bisogno di fare il cattivo. Non ho mai sopportato i compagni che in campo urlano, mi innervosiscono e basta. Ha più efficacia una parola detta bene e con calma. Così faccio, ti prendo da parte e ti parlo. E poi conta quello che fai e sei. Gli altri ti guardano, l’esempio vale più delle parole».

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