Zenga: “L’Inter deve vincere e non pensare alla classifica” La leggenda dell’Inter Walter Zenga è presente al Meazza per la partita di stasera contro il Napoli. Intervistato da Inter Channel ha ripercorso la stagione nerazzurra, segnalando anche alcune sensazioni che aveva avuto nelle dodici giornate in cui è stato allenatore della Sampdoria. ANCORA IN CORSA – «Ultima spiaggia? Credo sia importante per l’Inter fare più punti possibili e poi non guardare tanto chi è davanti ma leggere alla fine del campionato come ci si arriva, sennò magari diventa anche frustrante il proseguo. Essere allenatore dell’Inter non mi compete, c’è Roberto Mancini e sono fatti suoi (ride, ndr). Anche il fatto stesso di venire qua dopo tanto tempo ed essere riconosciuto come se avessi smesso di giocare tre giorni fa è la bellezza e la soddisfazione di essere interista e avere giocato una vita per l’Inter. Quando ero sulla panchina della Sampdoria, ci abbiamo anche giocato contro, onestamente avevo detto che mi erano piaciute di più la Roma e il Napoli, perché in quelle dodici partite abbiamo affrontato Inter, Roma e Napoli, però l’Inter era in testa alla classifica e comunque è una sensazione di novanta minuti. Poi nel corso del campionato ci sono una serie di situazioni che vanno analizzate e non sempre le cose vanno come si può pensare, se pensiamo che l’Inter in casa ha lasciato punti con Carpi, Sassuolo, Lazio e Torino ecco la differenza che sta fra inseguire il terzo posto ed essere terzi». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1Nux4qr

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La leggenda dell’Inter Walter Zenga è presente al Meazza per la partita di stasera contro il Napoli. Intervistato da Inter Channel ha ripercorso la stagione nerazzurra, segnalando anche alcune sensazioni che aveva avuto nelle dodici giornate in cui è stato allenatore della Sampdoria.

ANCORA IN CORSA – «Ultima spiaggia? Credo sia importante per l’Inter fare più punti possibili e poi non guardare tanto chi è davanti ma leggere alla fine del campionato come ci si arriva, sennò magari diventa anche frustrante il proseguo. Essere allenatore dell’Inter non mi compete, c’è Roberto Mancini e sono fatti suoi (ride, ndr). Anche il fatto stesso di venire qua dopo tanto tempo ed essere riconosciuto come se avessi smesso di giocare tre giorni fa è la bellezza e la soddisfazione di essere interista e avere giocato una vita per l’Inter. Quando ero sulla panchina della Sampdoria, ci abbiamo anche giocato contro, onestamente avevo detto che mi erano piaciute di più la Roma e il Napoli, perché in quelle dodici partite abbiamo affrontato Inter, Roma e Napoli, però l’Inter era in testa alla classifica e comunque è una sensazione di novanta minuti. Poi nel corso del campionato ci sono una serie di situazioni che vanno analizzate e non sempre le cose vanno come si può pensare, se pensiamo che l’Inter in casa ha lasciato punti con Carpi, Sassuolo, Lazio e Torino ecco la differenza che sta fra inseguire il terzo posto ed essere terzi».

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