Dopo lo 0-1 di Frosinone, l’Inter bissa il successo contro il Napoli… bissa sì, i gol stavolta sono due e di pregevole fattura. Un’Inter aggressiva, cinica e spietata annienta un Napoli dal passaggio facile e dal tiro inesistente: in pratica a San Siro arriva la conferma della dipendenza da Higuain per Sarri. Mancini, invece, sorride per Icardi: la fusione tra i due rende l’Inter perfetta
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Napoli:
IL MODULO – Come preannunciato, Mancini non rinuncia al 4-2-3-1, che presenta però una grossa novità sulla corsia destra della trequarti: rispunta Brozovic. Questo presuppone che il croato debba fare costantemente le due fasi di gioco, facendo trasformare l’assetto tattico in 4-4-2 – in compagnia del connazionale Perisic a sinistra – in fase di ripiego e 4-3-3 quando necessario.
PRIMO TEMPO – Già dai primi movimenti si vede che l’Inter inizia con il 4-4-2, che si trasforma immediatamente in 4-2-3-1, perché Jovetic si piazza alle spalle di Icardi. Al 4′ prima azione offensiva e clamoroso gol di Icardi, che taglia tutta la difesa del Napoli, controlla il preciso lancio di Medel e scavalca Reina. Napoli costretto a fare la partita, Inter ben disposta in campo per evitare di subire attacchi continui. Ottima la prima parte di tempo per i terzini, che poi vengono invertiti: Nagatomo va a destra su Insigne, D’Ambrosio a sinistra su Callejon, ma solo per pochi minuti. Un po’ fuori dal gioco i trequartisti, costretti a pressare e raddoppiare i portatori di palla del Napoli. In mezz’ora il Napoli non riesce mai a entrare in area nerazzurra, dalla lunga distanza ci provano solo Hamsik e Allan, ma Handanovic dice no. Il gioco dell’Inter è molto cinico: quando i nerazzurri decidono di accelerare, centrocampisti ed esterni riescono ad arrivare in porta costruendo azioni di ottima fattura con pochi passaggi. Ed è ciò che avviene al 44′: Jovetic lancia Icardi, che con una magia allarga per Brozovic, che segna come l’argentino scavalcando Reina. Il primo tempo termina con il risultato di 2-0: punteggio netto e meritato per la diligenza messa in mostra dai ragazzi di Mancini.
SECONDO TEMPO – L’Inter torna in campo dopo l’intervallo con lo stesso undici di partenza e si riparte con lo stesso canovaccio: il Napoli prova a fare la partita, ma l’Inter difende bene e riparte pericolosamente in contropiede. Nel primo quarto d’ora molta più Inter che Napoli, sulle fasce è un monologo nerazzurro, tanto che Mancini prova a invertire per qualche minuto anche i due croati. Partita maschia, Kondogbia si esalta, ma dopo il cartellino giallo è a rischio rosso. Al 67′ primo cambio per l’Inter: fuori Kondogbia, dentro Biabiany. Non cambia il modulo, ma il francese prende il posto di Brozovic, che scala in mediana. Al 77′ secondo cambio per Mancini: fuori Jovetic, dentro Melo. Con questa mossa cambia l’assetto tattico, passando al 4-3-3 con il brasiliano alla destra di Medel. Il Napoli sembra non crederci più, l’Inter gestisce partita e risultato. All’88’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Palacio. Non cambia nulla, si chiude con il 4-3-3 (come da immagine sotto allegata, ndr). La partita termina 2-0: tre punti d’oro, da grande squadra.
IL PROTAGONISTA – Il capolavoro è firmato Mancini, che ha messo in campo un undici agguerrito, tecnicamente adeguato e tatticamente ordinato per mettere in crisi il Napoli, come già successo all’andata (sconfitta immeritata) e in Tim Cup (vittoria e passaggio del turno). La vittoria è firmata Icardi, che ha sbloccato la partita nei primi minuti con un gol pazzesco e l’ha chiusa poco prima dell’intervallo grazie a un assist altrettanto pazzesco, ben finalizzato da Brozovic. Facile capire che il protagonista di Inter-Napoli è la coppia sopracitata, in simbiosi: MancinIcardi. La fusione tra l’allenatore e il capitano nonché centravanti dell’Inter dà finalmente i frutti sperati: gol, prestazione, vittoria e punti pesanti. Poteva arrivare prima, ma adesso potrebbe essere un punto di partenza decisivo per la prossima stagione. Perfetti.
IL COMMENTO – Il 2-0 di San Siro è destinato a far parlare ancora per giorni… ma purtroppo (o per fortuna, per non distogliere l’attenzione dall’obiettivo) c’è il turno infrasettimanale e quindi va dimenticato subito. Sarebbero tanti gli spunti di cui parlare, vale la pena elencare i cinque punti più curiosi: 1. la difesa è tornata a non subire gol, grazie a una prestazione monstre della coppia Miranda-Murillo; 2. gli esterni si sono trovati talmente bene in coppia da sembrare quasi tutti di altissimo livello, visto che D’Ambrosio ha annullato Insigne e Nagatomo non ha sofferto Callejon, mentre Brozovic e Perisic in avanti hanno fatto la differenza come sempre; 3. il primo gol – polemica sul fuorigioco millimetrico a parte – è arrivato grazie a un geniale assist di Medel, che non è di certo Veron, il che rende il tutto più interessante; 4. Mancini ha esaltato giustamente la prestazione di Kondogbia, che si è svegliato troppo tardi ed è uscito anzitempo per evitare di lasciare la squadra in dieci per troppa foga, ma un giocatore che abbina classe e presenza in campo come il francese è una manna per la mediana dell’Inter; 5. Jovetic con il pallone tra i piedi fa quello che vuole, sebbene non sia neanche al 50% della condizione, perché tiene palla e fa salire-muovere i compagni, p/trovando spesso la giocata giusta. Senza dilungarsi troppo su altri aspetti, la formazione iniziale e finale per una volta combaciano esattamente con l’idea tattica vincente. C’è tanto di Mancini in questo e lo dimostra il primo cambio: al posto di Kondogbia poteva entrare un mediano come Melo, invece gli è stato preferito Biabiany per continuare ad attaccare il Napoli sulle fasce senza schiacciarsi troppo. L’equilibrio difensivo con il 4-3-3 si è trovato solo nei minuti finali, quando le due punte hanno lasciato il campo al già citato Melo e al prezioso Palacio: il 2-0 è stato difeso attaccando, questa è la strada da seguire. Sì, si può dire: Mancini ha dato una lezione tattica a Sarri, che credeva di poterla vincere con il tiqui taca senza Higuain. Ah, già: Mancini ha dato una lezione tecnica anche a Mazzarri, che in settimana si è vantato di aver “creato” il prodotto Cavani… L’Icardi visto contro il Napoli è un “Made in Mancini“ autentico, perché ai tempi di Mazzarri l’argentino si limitava a segnare i cosiddetti “gol stupidi”, senza fare altro. L’Icardi di oggi è un attaccante che si sta completando di settimana in settimana e, visti i numeri sotto porta, potrebbe diventare tranquillamente un fuoriclasse assoluto nel suo ruolo. Che (MancinIcardi) porti all’Inter la Champions League, intenso come terzo posto. Bisogna crederci e sperare, facendo 15 punti nelle ultime cinque partite.
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