Mancini: “Resto all’Inter, situazione delicata. Thohir e Moratti…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1r7EBY3 Andrea Turano

Mancini

Roberto Mancini – dopo aver parlato dell’Inter e della moviola in campo – termina l’ospitata alla “Domenica sportiva” su Rai 2 annunciando la sua permanenza all’Inter e spiegando le differenza tra Thohir e Moratti. Poi un pensiero alla Nazionale Italiana e al suo passato a 360°

MERCATO SENZA BUDGET – I problemi economici colpiscono soprattutto il mercato, Roberto Mancini lo sa: «Ogni settimana mi chiedono del budget, ho risposto che preferisco un ricco budget così i giornalisti potevano scrivere per altri tre giorni. C’è da fare molta attenzione per via della situazione economica delicata, vedremo se cambierà qualcosa oppure no: bisogna lavorare molto di testa per trovare i giocatori giusti. L’Inter dell’anno prossimo lotterà per lo scudetto? Pensiamo alle prossime cinque partite, poi il prossimo anno c’è tempo per vedere».

DA MORATTI A THOHIR – «Thohir e Moratti sono persone diverse, anche d’età. Spero che l’Inter di Thohir possa essere (vincente, ndr) come quella di Moratti, ma c’è bisogno di tempo. In due anni non si può tornare a vincere come fatto dal 2006 al 2008. Moratti ha spiegato bene la situazione (economica e societaria, ndr) dell’Inter, è normale abbia ancora e sempre l’Inter nel cuore. Ogni tanto sento Moratti per salutarlo e vederci, Thohir lo sento praticamente tutte le settimane. Prima di ora sono rimasto quattro anni all’Inter, tornando a vincere il campionato e sette trofei. Moratti mi ha dato una mano per far tornare l’Inter dove meritava, è stata una persona importante per me».

NIENTE ITALIA, ANCORA INTER – «Io resto all’Inter, sì. Per la Nazionale Italiana ancora oggi il più adeguato per esperienza sarebbe Trapattoni. E’ già stato commissario tecnico? Anche Donadoni lo è stato. Anche Thohir dice che resto? Beh, lui è il presidente, se lo dice lui…».

MANCINI A 360° – «Boskov è come Trapattoni, si tratta di persone speciali e particolari, che soprattutto da giovani ti aiutano un sacco. Mantovani è di un’altra categoria, è stato un presidente straordinario per visione e modi di comportarsi. Ha cambiato la storia della Sampdoria sotto tutti gli aspetti, era una persona straordinaria, che purtroppo oggi nel calcio non c’è più. Con Salsano, Mihajlovic e Marcolin abbiamo giocato insieme alla Sampdoria e alla Lazio, sono amici di sempre. Con Conte ho un buon rapporto, non credo mi porti via Icardi. Non sono bravo a dare ripetizioni di inglese, imparerà da solo e più in fretta. Spero che Ranieri vinca la Premier League. Ho giocato un mese lì, quando nessuno sapeva cosa fosse il Leicester City. Ma anche fino all’anno scorso nessuno lo sapeva, lo sport principale è il rugby».

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