Inter-Udinese: Mancini, è Jovetic che fa la differenza. OK? Dopo il passo falso di Genova, l’Inter torna alla vittoria: ottima la prestazione contro l’Udinese, che non ha mai tirato indietro la gamba né il fiato, ma sofferenza eccessiva. La vittoria è di squadra, ma Mancini sa che deve ringraziare in particolare Jovetic, autore della doppietta decisiva LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare l’Udinese: IL MODULO – Mancini decide di cambiare assetto tattico, ma non troppo come qualcuno aveva provato a ipotizzare. L’Inter inizia con il 4-4-1-1, dove i due esterni di centrocampo possono tranquillamente alzarsi sulla linea della trequarti per formare il consueto 4-2-3-1. PRIMO TEMPO – La novità tattica dell’Inter di Mancini si nota a squadre schierate: stranamente Brozovic si trova a destra, mentre Biabiany parte largo sinistra. Si tratta di una vera e propria curiosità, che riguarda anche i mediani: è Kondogbia a giocare sul centro-destra, invece Melo si piazza sul centro-sinistra. La decisione di invertire i centrocampisti rispetto alla loro comune fetta di campo è legata alle richieste fatte loro da Mancini: l’Udinese è più rapida sulla corsia di Biabiany, mentre a Kondogbia è richiesto di creare gioco più di Melo. Nei primi 8′ la palla è sempre nei piedi dell’Inter, ma alla prima occasione Theureau segna un gol capolavoro: lancio lungo che taglia tutta la difesa, sicuramente colpevole e distratta nel posizionamento. Nel primo quarto d’ora è Kondogbia l’uomo in più dell’Inter, che si muove bene, ma non riesce a trovare la conclusione e di conseguenza l’ultimo passaggio, quello decisivo. La posizione di Brozovic permette alla squadra di cambiare assetto: il croato si accentra spesso, così il modulo diventa un 4-3-3 asimmetrico. Dopo 20′ Mancini inverte gli esterni: Biabiany va a destra, Brozovic a sinistra. Tanti tentativi, zero tiri pericolosi verso Karnezis. Al 36′ finalmente ci riesce Jovetic, che segna un gol a porta vuota su assist di Icardi, eccellente nel movimento in area di rigore. L’Inter continua ad attaccare bene sulle fasce, ma i cross sono imprecisi. Il primo tempo termina con il risultato di 1-1: pareggio stretto per l’Inter, che paga la poca concretezza sotto porta. SECONDO TEMPO – Al ritorno in campo, l’Inter non presenta modifiche tattiche. Un rapido contropiede dell’Udinese manda subito in crisi la difesa dell’Inter, con Nagatomo ultimo uomo che si alza in ritardo: Handanovic non respinge bene, Juan Jesus salva un gol certo. Al 5′ clamorosa traversa di Fernandes: l’Inter soffre le giocate di Widmer sulla destra friuliana, la sinistra di Juan Jesus per l’Inter. Buone le trame dell’Inter, in inizio di ripresa soprattutto per vie centrali. Al 64′ primo cambio per l’Inter: fuori Juan Jesus, dentro Perisic. Il croato si piazza largo a destra, Biabiany scala nel ruolo di terzino destro e Nagatomo si sposta a sinistra. Poi Mancini inverte tutti i suoi centrocampisti: Perisic va a sinistra e Brozovic a destra, Melo si inverte con Kondogbia prendendo posizione sul centro-destra e in posizione più arretrata rispetto al francese, che gioca quasi a ridosso delle punte. Il modulo dell’Inter si è trasformato in un 4-1-4-1 molto offensivo, lasciando il solo Melo come schermo davanti alla difesa. Al 75′, dopo un assedio incredibile, Jovetic trova la doppietta ancora una volta a porta vuota: azione fantastica del duo Brozovic-Biabiany, con il francese che crossa una palla che sembrava ormai persa sul fondo. Al 79′ secondo cambio per Mancini: fuori Icardi, dentro Eder. Non cambia nulla: l’oriundo italo-brasiliano si piazza davanti a Jovetic. Intanto Mancini inverte nuovamente i croati sulle fasce. All’85’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Biabiany, dentro D’Ambrosio. Si chiude con il 4-4-1-1 iniziale, ma desso a destra c’è un terzino di ruolo per difendere il risultato (come da immagine sotto allegata, ndr). Sofferenza finale per l’Inter: Handanovic salva tutto, poi in contropiede Eder trova il suo primo gol nerazzurro. Non c’è tempo per riprendere il gioco. La partita termina 3-1: bella vittoria e tre punti importanti per l’Inter, ma sofferenza esagerata al 95′. IL PROTAGONISTA – Dopo la drammatica preparazione e soprattutto gestione di Genoa-Inter, Mancini si prende una personale rivincita effettuando delle scelte azzeccate. Una su tutte, ovvero la ritrovata titolarità del giocatore che aveva già contribuito alle vittorie su Frosinone e Napoli: Stevan Jovetic. Inutile ribadire il talento del montenegrino, così come sarebbe banale giudicare la sua prestazione focalizzandosi solo sulla doppietta decisiva ai fini dei tre punti. La differenza è evidente: l’Inter con Jovetic gioca a calcio, senza di lui spesso fa fatica. Tutto si concentra sulla trequarti, dove Jovetic diventa calamita di palloni e permette alla squadra di salire, allargarsi e inserirsi in area di rigore. E’ paradossale, ma emblematico, il fatto che i due gol firmati da Jovetic siano arrivati a porta vuota: l’Inter con Jovetic e per Jovetic costruisce bene… e finalizza. Ne giova anche la prestazione di Icardi, che adesso forma una coppia spietata con il montenegrino. E va detto che Jovetic, in fin dei conti, non ha fatto nulla di che, visto che può e deve fare ancora molto. Classe superiore. IL COMMENTO – L’Inter ha giocato bene, ha meritato i tre punti e ha concretizzato altrettante azioni da gol, ma la sofferenza patita fino al 95′ è ingiustificabile. Impossibile, dopo aver dominato, dover ringraziare Handanovic per l’ennesima parata monstre della stagione. Il portiere sloveno è stato talmente miracoloso da far sbloccare Eder, che viene lanciato in porta per il 3-1 finale. Questa volta Mancini ha saputo preparare la partita, ripartendo da Nagatomo e soprattutto Kondogbia e Jovetic, decisi per le sorti dell’Inter, soprattutto a livello qualitativo. Perfino la mossa Juan Jesus terzino sinistro è stata vinta, nonostante qualche scorribanda di troppo firmata Widmer. Senza approfondire la prestazione di ognuno, essendo stati tutti positivi nelle precise richieste di Mancini, è soddisfacente constatare che contro l’Udinese le sostituzioni sono arrivate per tempo… anche se forse per caso. Perisic è entrato al momento giusto, ma al posto di un difensore come Juan Jesus: la decisione di arretrare Biabiany nel ruolo di terzino destro è stato un azzardo per Mancini, che lo ha vinto alla grande grazie all’assist del 2-1. L’Inter deve ripartire da qui, ma Mancini deve mettersi in testa una cosa: in questa squadra è Jovetic a fare e far fare il salto di qualità, se è in giornata. Impossibile e autolesionistico rinunciare al suo talento come avvenuto a Genova, dove in 10′ si è reso più pericoloso lui che tutti i compagni rimasti in campo per 90′ e oltre. Sperare nel terzo posto adesso appare ridicolo ma, con questo Jovetic e questa Inter, credere in nove punti su nove fino alla fine si può. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1NpOOZr