L’attaccante della nazionale ah trovato il suo primo gol in nerazzurro nel finale della partita contro l’Udinese, esattamente come capitò a Marco Ferrante, con la speranza che si vada oltre
Il finale di Inter-Udinese di sabato sera ha regalato emozioni forti, sul punteggio di 2-1 l’Inter ha rischiato l’ennesima beffa nel recupero ma è stata salvata da Samir Handanovic, sul ribaltamento di fronte poi Eder ha chiuso la pratica trovando il tanto sospirato primo gol in nerazzurro. Ai meno attenti, per il momento, Eder ha ricordato la parabola di Marco Ferrante, arrivato all’Inter nel gennaio del 2001 per cercare di rinforzare un attacco che, orfano dell’infortunato Ronaldo, non poteva contare sui gol del solo Vieri. L’ex Torino fu una delusione e trovò il suo primo e unico gol, ma decisivo, proprio in un’Inter-Udinese che terminò 2-1 proprio grazie a una sua rete nel finale e anche in quel caso si trattava di una rimonta, visto che l’Udinese era passata in vantaggio grazie a una rete di Sosa. Le analogie, si spera, finiscono qua: Ferrante è stata una delle tante meteore viste in nerazzurro in quegli anni e soprattutto in quella stagione maledetta, Eder è stato preso per uno scopo ben preciso, dare all’Inter quell’imprevedibilità, quella mobilità e quel supporto tecnico alla squadra che il giocatore è stato in grado di dare alla Sampdoria ma che all’Inter ancora non è stato in grado di dare, se non a sprazzi. La società dovrebbe credere in lui perché il giocatore, inserito in un contesto che conosce, è in grado di fare la differenza. Ferrante fu solo di passaggio, fu una toppa messa per mancanza di alternative, Eder è uno che merita almeno una vera possibilità in questa Inter, una possibilità che si spera gli venga concessa nella prossima stagione.
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