Mancini, il bilancio è negativo – GdS Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Tu7GFQ Giulio Di Cienzo

Mancini

Alberto Cerruti sulla “Gazzetta dello Sport” giudica la parabola di Roberto Mancini nella sua seconda esperienza all’Inter. E il giudizio non è lusinghiero: molti acquisti, obiettivi mancati, lavoro tattico insufficiente.

IL PROBLEMA DEL TEMPO – Mancini invoca spesso il tempo come alibi, e forse il tempo lo porterà a rivincere con l’Inter. Intanto però il tempo ingrossa le schiere di chi critica l’operato del tecnico di Jesi. In effetti, ripensando a quanto ha chiesto e ottenuto Mancini, è difficile giustificarlo. Alberto Cerruti sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” va nello specifico. Per cominciare, Mancini è partito con un certo vantaggio rispetto a tutti i suoi rivali. Rispetto ad alcuni (Sarri, Sousa, Mihajlovic) per via dei mesi di ambientamento sulla panchina, rispetto ad altri per il vantaggio di non disputare le coppe. Il bilancio in definitiva è negativo: dopo un avvio che ha illuso molti l’Inter ha iniziato a scivolare in classifica e ora deve difendere il quarto posto, che non ere l’obiettivo iniziale, a maggior ragione dopo l’ottimo rendimento della prima metà di campionato.

TROPPI ACQUISTI – Parlare sempre di futuro non basta per dimenticare gli errori del presente, conseguenza di quelli del passato. Acquistare tanti giocatori, anzi troppi, come ha fatto l’Inter non serve per garantire il salto di qualità. Mancini ha chiesto e ottenuto cinque acquisti appena arrivato a gennaio scorso, undici in estate e infine Eder nell’ultimo mercato. Oggi il tecnico sembra aver capito che è meglio prendere due campioni veri.

NON BASTANO I SINGOLI – Bravo è stato Mancini a rinunciare alla fragile coppia Ranocchia-Juan Jesus per puntare su Miranda e Murillo. Il tecnico non è stato altrettanto bravo a migliorare la costruzione del gioco, chiedendo un regista vero invece di riempire l’organico di mezze punte, con l’inutile aggiunta di Melo a Medel. Affidarsi soltanto a Icardi, tra l’altro escluso troppe volte per discutibili scelte tattiche e tecniche, senza affiancargli stabilmente una seconda punta, è stato un altro errore pagato a caro prezzo. Perché i gol non arrivano per caso, ma grazie a un’identità tattica precisa e a un gioco che l’Inter non ha mai avuto.

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